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Mondiali. Medico allerta tifosi: "In Sudafrica il 12% è Hiv-Positivo, occhio all'Aids"

Umberto Tirelli

In Sudafrica occhio all’Aids, i Mondiali potrebbero essere un ottimo canale per veicolare il virus in tutto il mondo.  “Questo Paese ha la più alta concentrazione di Hiv/Aids. Una patologia che sarebbe stato possibile prevenire con interventi adeguati e che colpisce quasi 6 milioni di persone sieropositive su 50 milioni di residenti, il 12%”. Parola di Umberto Tirelli, direttore del Dipartimento di oncologia medica dell’Istituto nazionale tumori di Aviano e presidente dell’Anlaids Friuli Venezia Giulia.

L’esperto lancia quindi un allarme: “Con l’arrivo di tanti turisti giovani e meno giovani a seguito delle squadre nazionali, attraverso rapporti sessuali con residenti, che certamente avverranno, un certo numero di persone si infetterà. Purtroppo – aggiunge in una nota Tirelli – la Fifa è stata riluttante, e lo è ancora, ad accettare i suggerimenti delle associazioni africane contro l’Aids che chiedevano la messa in onda di brevi messaggi per invitare la popolazione a fare il test dell’Aids e a praticare sesso sicuro”.

Per Tirelli è quindi importante tenere i riflettori accesi sul tema. “Invito le centinaia di giornalisti italiani che si trovano in Sudafrica – conclude – a ricordare questo problema, che è ovviamente molto più importante rispetto alle formazioni delle nazionali che giocheranno, così da ricordare ai turisti italiani presenti di adottare le note precauzioni in caso di comportamenti sessuali a rischio”.

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