Milano: le promette un seno da 25enne a una donna di 38, la paziente non soddisfatta sarà risarcita

Milano: le promette un seno da 25enne a una donna di 38, la paziente non soddisfatta sarà risarcita

tetteUn chirurgo plastico di una clinica privata di Milano aveva promesso a una donna di 38 anni che, grazie a una protesi mammaria, avrebbe potuto riavere un seno sodo e ‘risollevato’ come quando aveva 25 anni. L’intervento però non ha avuto i risultati sperati e il tribunale civile di Milano ha condannato il medico a risarcire la donna con quasi 11mila euro, somma che comprende il prezzo della ‘plastica’ ma anche il danno alla salute.

Il giudice della quinta sezione civile, Damiano Spera, nel riconoscere il risarcimento alla donna, ha spiegato che ”non possono ravvisarsi nel caso di specie profili di colpa professionali in capo al convenuto”, ovvero il chirurgo ha operato senza errori. Tuttavia, ha promesso troppo e l’intervento non ha ”prodotto il risultato concordato interpartes”.

La donna si era sottoposta ad una ‘mastoplastica additiva’ per risollevare il seno, nel maggio del 2003. Aveva portato con se’ una fotografia del suo decolte’ quando aveva 25 anni e il medico le aveva promesso, come si legge nella sentenza, che ”avrebbe avuto lo stesso seno che aveva prima della maternita’ e come raffigurato nella foto”. A distanza di tre mesi dall’operazione pero’, scrive il giudice, la donna avrebbe addirittura ”constatato un abbassamento del seno”. Da qui la decisione di sottoporsi ad un secondo intervento ”di sostituzione di protesi mammaria”, questa volta però con un altro medico.

Il magistrato ritiene che ”l’impianto di protesi mammaria in un piano sopramuscolare” eseguito dal chirurgo ”risulta progettato ed eseguito a regola d’arte, secondo una tecnica condivisa dalla gran parte dei chirurghi plastici”. Il problema, si legge nella sentenza, e’ che ”nell’ambito della chirurgia estetica e’ altresi’ possibile che il sanitario assuma nei confronti del paziente una obbligazione di risultato”.

Per poter raggiungere il risultato promesso, si legge ancora, il chirurgo ”avrebbe quindi dovuto effettuare un altro tipo di operazione e non quella che, sia pure correttamente e senza margini di colpa, e’ stata dallo stesso consigliata ed eseguita”. Alla donna, dunque, vanno 7.698 euro, che e’ quanto aveva pagato per la plastica, piu’ 3 mila euro come ”pregiudizio al bene salute derivante dall’essere stata sottoposta ad un intervento chirurgico inutile, non foriero del risultato pattuito”. E con tanto di ”aspettativa delusa con conseguente stato d’ansia”.

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