Matrimonio-favola tra Vittoria di Svezia e Daniel Westling, tra gli invitati nemmeno un italiano

Matrimonio-favola tra Vittoria di Svezia e Daniel Westling, tra gli invitati nemmeno un italiano

sveziaPrincipessa lei, personal trainer lui. Se la tradizione ci aveva abituato a cenerentole sottratte al lordo destino da principi azzurri, a Stoccolma i ruoli si sono invertiti. E’ Vittoria di Svezia, erede ad aver trasformato lui, Daniel Westling, ex insegnante di ginnastica, in principe. La principessa e il personal trainer, insieme da otto anni, hanno detto sì nella cattedrale di Stoccolma davanti a 1.200 tra reali e dignitari provenienti da tutto il mondo, tranne che dall’Italia.

Poi, alla testa di un corteo che ha percorso tutta la città, per l’occasione completamente ricoperta di fiori e ritratti degli sposi, Vittoria e il suo ‘cenerentolo’ hanno salutato le oltre 250mila persone che hanno affolato le strade per toccare con mano una favola reale. Una folla di romantici controllata da oltre 7 mila uomini delle forze dell’ordine. Mentre lungo i canali sono state ormeggiate le navi da guerra in omaggio al breve tratto che i neo sposi hanno percorso in battello fino al palazzo reale, dove si è svolto il sontuoso ricevimento offerto dal re e dalla regina. Ma non solo: la polizia ha pensato anche di installare lungo il corteo di 7 chilometri, punti di accoglienza dove lasciare i bambini e godersi la scena regale.

Se infatti per i sondaggi l’istituzione monarchica è sempre meno popolare in Svezia, in pochi, sembra, sono riusciti a resistere alla favola rosa di Vittoria, famosa soprattutto per essere riuscita a sconfiggere l’anoressia, e Daniel. Da mesi stampa e televisione in Svezia seguono morbosamente i preparativi e la “febbre da nozze” ha colpito quasi tutti tra dibattiti, gadget dedicati alla coppia e polemiche.

Cosa curiosa per noi italiani è che al banchetto di nozze sono stati invitati Re e Regine di oggi e di ieri, compresi i pretendenti al trono di Romania e Bulgaria, in tutto quindici, inclusi il principe ereditarrio del Giappone Naruhito e il Re Abdallah di Giordania con la moglie Rania, più Letizia di Spagna, ma dall’Italia nessuno. Il portavoce di Emanuele FIliberto dice che  il principe è impegnato in tv, ma nemmeno i genitori, Vittorio Emanuele e Marina, sono stati invitati e nemmeno uno del ramo Aosta. Secondo Maria Corbi della Stampa dipende dal fatto che sei anni fa, al matrimonio del principe Felipe di Spagna, a Madrid, Vittorio Emanuele aveva dato un pugno al cugino Amedeo D’Aosta proprio al banchetto di nozze. A questo matrimonio, quindi, di italiano c’è stato solo Stefano Catenacci, il cuoco più famoso di Svezia e chef personale di re Gustavo.

Altra particolarità è che negli archivi delle tre grandi agenzie di stampa internazionali, Afp, Reuters e Ap, non si troveranno immagini o cronache del matrimonio svedese. Le tre agenzie hanno infatti deciso di rinunciare interamente alla copertura della cerimonia a causa dei costi “esorbitanti” dei filmati pretesi dalla televisione pubblica svedese Svt, che detiene i diritti delle immagini. In una nota agli utenti l’Afp ha spiegato che “a causa di inusuali restrizioni imposte dalla televisione pubblica svedese Svt sulle immagini delle nozze” ha deciso, insieme con le altre due agenzie, “di non coprire l’evento” in alcun formato.

Quindi né testi, né foto, né video. Una reazione polemica in risposta al fatto che la Svt sarebbe sì stata disposta a cedere i filmati della cerimonia e dei festeggiamenti a Stoccolma alle agenzie, ma ad un prezzo esorbitante secondo queste ultime, oltre che con una serie di limiti tra cui quello di poter trasmettere le immagini solo in differita e non oltre 48 ore dalla fine dell’evento.

Le agenzie hanno in particolare contestato quest’ultima clausola sottolineando che tali vincoli vengono spesso applicati per avvenimenti sportivi, ma che non dovrebbero valere nel caso di notizie o eventi di rilevanza storica. “Spiacevole”, “Abbiamo seguito le procedure consuete”, ha commentato la direttrice delle comunicazioni della Svt, Helga Baago.

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