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La rivolta va di moda al Tg1 di Minzolini

Augusto Minzolini

Augusto Minzolini, direttore del Tg1, è sotto attacco. Sulla sua scrivania sono giunte quasi cinquanta lettere di stupore e protesta di firme pesanti per chiedere perchè Paola Cacianti, storica firma dei servizi di costume del Tg1, non è stata inviata a Milano per le sfilate di Milano Moda Donna.

Le firme vanno da Frida Giannini, creativa di Gucci, alle famiglie Etro e Ferragamo, da Anna Molinari, stilista di Blumarine, a Lapo Elkann e Alberta Ferretti, fino Mario Boselli, presidente della Camera della Moda e Gaetano Marzotto, presidente di Pitti Immagine. Un coro al quale telefonicamente si sarebbero associati anche Giorgio Armani e Donatella Versace.

Non era mai accaduto che in tanti prendessero carta e penna per manifestare preoccupazione su come il primo Tg italiano intenda dare sostegno al Made in Italy.

Il tono delle missive è quello satinato delle maison di moda, ma il contenuto parla chiaro: perché Paola Cacianti, storica firma dei servizi di costume del Tg1 non è stata inviata a Milano per le sfilate? Il fashion system, comprensivo di una petizione di giornaliste del settore e di alcuni importanti uffici stampa, è sulle barricate per la decisione di Minzolini di lasciare a Roma l’inviata Cacianti e sostituirla con Federica Balestrieri, già volto di Pole Position, programma di Formula Uno (Raiuno). L’indignazione è tale che alcune lettere allegano la richiesta di accredito alle passerelle dell’ex esperta di motori, per verificarne l’attendibilità.

Come si difende Minzolini? Sostenendo che la scelta è dovuta in quanto il Tg1, dal 20 gennaio, ha aperto a Milano una redazione (su input politico della Lega Nord) di cui fa parte la Balestrieri. In realtà c’è di più. Nei corridoi di Saxa Rubra circola questo gossip: come mai anche Susanna Petruni, vicedirettore del Tg1 con delega a Uno Mattina – molto stimata dal premier Silvio Berlusconi che l’ha persino omaggiata del simbolico ciondolo a forma di farfallina – si è accreditata alle sfilate ed è volata a Milano, addirittura rinunciando al turno di conduzione del Tg? Anche lei, che ai colleghi ha più volte ribadito: «Se cambia il governo mi asfaltano»; medita una svolta fashion.

Per la questione, sono sul piede di guerra anche i sindacati dei giornalisti ai quali però il direttore ha risposto: «Cosa ci incontriamo a fare, tanto litighiamo». Insomma le acque in cui Minzolini si trova a nuotare sono piuttosto agitate dai tuffi di parecchie aspiranti sirene glamour.

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