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Il Bullismo: cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta

Ne sono pieni i notiziari, i giornali riportano il fenomeno quasi tutti i giorni ma noi sappiamo realmente di cosa si tratta? E soprattutto, perché è un fenomeno che si stà diffondendo così rapidamente? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza……

Intanto cominciamo nel dare una definizione chiara di cosa è, e quali sono i soggetti interessati.

Letteralmente il termine bullismo, bullying, significherebbe “prepotente”, “bullo”, ma la prepotenza è solo una componente del bullismo che è da intendersi come un fenomeno multidimensionale, questo perché il bullismo per essere definito tale deve presentare tre caratteristiche precise:

  • Intenzionalità.
  • Persistenza nel tempo.
  • Asimmetria nella relazione.

E’ importante definire chiaramente questo perché molti genitori credono che i propri figli siano vittime del bullismo, pensando di aver finalmente individuato il nome per il disagio del proprio figlio, invece questo fenomeno, tornando alle tre caratteristiche è un’azione che deve essere fatta intenzionalmente per provocare un danno alla vittima; ripetuta nei confronti di un particolare compagno; caratterizzata da uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce.

Il bullismo, quindi, presuppone la condivisione del medesimo contesto.

L’intenzionalità è una delle caratteristiche principali, perché c’è intenzionalità nel mettere in atto un comportamento aggressivo e persecutorio nei confronti di un membro del proprio gruppo o esterno ad esso. Tutto questo non è da confondere con quelle relazioni interpersonali tra bambini e ragazzi, che sottintendono una certa conflittualità, perché questa non è nociva, anzi ci deve essere per contribuire ad un’adeguato sviluppo sociale.

L’altra caratteristica da non dimenticare è l’assimetria, cioè la chiara distinzione tra il bullo e la vittima, chi ha un ruolo attivo e chi ha un ruolo passivo.

E per ultimo, ma non meno importante, ricordiamo la continuità nel tempo.

Le fasce di età che questo fenomeno abbraccia vanno dai 7-8 anni fino ai 18, e le cause sono da ricercare sia nella personalità del bullo che, nei modelli familiari e stereotipi che si instaurano e sottendono la crescita del bambino, e per ultimo , ma non meno importante, mettiamo i mass-media dell’odierna società.

Detto questo, il bullismo, quindi non è una condotta casuale ma una vera e propria strategia studiata per recare un danno sia psicologico che fisico, per imporre la propria volontà che molte volte arriva anche alla sottrazione di beni, minacce ed estorsioni. Il profilo del bullo è un bambino o un ragazzo che mostra comportamenti aggressivi, sia con i coetanei che con le figure di accudimento quali genitori ed insegnanti, con un alto livello di autostima e una grossa difficoltà a rispettare le regole, dall’altra parte il profilo della vittima riguarda personalità molto caute, sensibili e riservati con scarsa autostima e che non reagiscono alle persecuzioni. Una caratteristica che accomuna tutte le vittime e quella che hanno paura di farsi male e subiscono tutte le persecuzione senza raccontare nulla per timore, non riescono a stringere amicizie con i coetanei e preferiscono l’adulto.

Il Bullismo nuoce alla società in modi devastanti, sfavorisce  lo sviluppo sociale ed economico, alimenta l’aggressività e la criminalità. Un paese moderno non può e non deve tollerare tutto questo. ( redazione sociale di informagiovanitalia)

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