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L’amato hamburger, il pasto killer causa del riscaldamento globale e dell’obesità

Si avvicina l’autunno, si avvicina la riapertura delle scuole, si avvicina il ritorno alle antiche abitudini del sabato sera (e non solo): un cinema, una pizza, un hamburger.

Anche se l’Italia non ha ancora assunto a simbolo nazionale il panino con dentro la carne tritata e la sottiletta di formaggio, l’hamburger è sempre più popolare anche tra noi. Il mercato italiano è considerato molto importante da McDonald’s, leader mondiale del genere, al punto che un imprenditore sardo, che scherzando sul proprio nome, aveva chiamato i suoi due negozi di gastronomia a Santa Maria Navarrese (Ogliastra) Mc Puddu’s, si è visto recapitare una diffida serie seria dai legali della McDonald’s.

Dell’hamburger ci sono varianti anche più antiche, come il pane indiano farcito di carne tritata (keema nan) e la più elegante versione francese della “haché” cioè carne tritata: a Roma e Milano sono un piatto del menu del ristorante “Il Bolognese” e a Londra hanno chiamato Haché un ristorante tutto d’hamburger.

In realtà farsi un hamburger da soli, quasi con le proprie mani, è molto semplice: basta andare dal macellaio, fargli tritare un etto di carne, comprimere il tutto e il gioco è fatto. Uno si è scelto la carne migliore, è sicuro che non ci siano state mescolati chissà quali additivi. Eppure c’è qualcosa di perverso e misterioso che rende l’hamburger di McDonald’s insostituibile per tanti bambini e rende molto adulti quasi hamburger dipendenti, come dei tossici. Questo è il frutto di un continuo lavoro di affinamento, ricerca, sperimentazione gastronomica, un lavoro scientifico che si svolge di continuo, incessantemente, in cui si sintetizza la competizione tra i due colossi americani, McDonald’s e Burger’s King, che si contendono il mercato a colpi di sempre nuovi gusti e sapori, per rendere i propri hamburger più appetitosi di quelli del concorrente.

Nel corso di decenni c’è stata una vera e propria evoluzione dell’hamburger, al punto che chi volesse mangiare oggi gli antesignani degli hamburger odierni rimarrebbe deluso: non li troverebbe, Il classico panino con dentro una polpetta, una sottiletta di formaggio, una foglia di insalata, una fetta di pomodoro e (optional) una fetta di cipolla è ormai un ricordo del passato.

L’hamburger di oggi è irriconoscibile rispetto a quello che era una volta. Tra quelle due fette di pane ci si mette tutto: due o tre polpette, strati di maionese, cucchiaiate di kechup, varie sottilette, uova fritte, peperoncini piccanti, jalapenos e svariate fette di pancetta affumicata. Tutto junkfood micidiale per la salute.

Attenzione a un particolare. Questi hamburgers non sono killer per i carboidrati, anche se indubbiamente nella media un hamburger genere McDonald’s contiene da solo più della metà delle calorie giornalmente necessarie. In realtà il peggior nemico è il sodio, che fa purtroppo parte della nostra dieta quotidiana attraverso il sale. ”L’eccessivo consumo di sodio è il principale responsabile dell’aumento della pressione, che è la causa principale di malattie cardiache e infarti”, come avverte l’American Heart Association (AHA) e come sa chiunque, raggiunta una certa età, cominci a sviluppare problemi di pressione.

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