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Il Dna della rana non ha più segreti, forse è la chiave per capire lo sviluppo embrionale

E’ stata ottenuta per la prima volta la mappa di un anfibio: si tratta di una piccola rana, molto simile alla specie che a partire dagli anni ’50 ha fatto compiere passi da gigante allo studio dello sviluppo embrionale. I geni dell’animale sono, infatti, condivisi per l’80% con quelli umani associati alle malattie genetiche, il Dna della rana potrebbe quindi aiutare a scoprire i meccanismi molecolari che scatenano molte malattie dell’uomo.

Il risultato, pubblicato su Science, potrebbe avere conseguenze importanti anche a livello ambientale perché potrebbe aiutare a capire perché alcune specie di rana continuano progressivamente a impoverirsi di individui, fino a rischiare la scomparsa.

La mappa è frutto di uno studio internazionale condotto fra Stati Uniti, Europa e Giappone e coordinato dal Laboratorio sul Genoma del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti. Il Dna analizzato è quello della rana Xenopus tropicalis, uno degli organismi più studiati nei laboratori di genetica, embriologia e biologia cellulare.

Il lavoro, coordinato da Uffe Hellsten, ha identificato e studiato le regioni del genoma nelle quali i geni sono organizzati secondo un ordine molto vicino a quello del Dna umano. Si tratta di aree del Dna antichissime e che si sono conservate lungo la storia dell’evoluzione.

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