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Con il buio il cervello delle donne va in letargo e si scatena la voglia di pane e pizza

Le giornate si accorciano, diminuiscono le ore di luce e, come succede ad alcuni animali, anche il cervello dell’uomo si concede il suo letargo. In realtà, si tratta di uno stato di un ‘disturbo affettivo stagionale’, che arriva a essere simile a una ‘depressione’ e che porta, ”soprattutto le donne, a cercare compulsivamente carboidrati”.

In questo modo Giuseppe Bersani, esperto dei disturbi stagionali, racconta quello che potrebbe accadere ad alcune persone ”più vulnerabili” con il cambio di stagione e l’arrivo dell’autunno. Secondo Bersani ”non è tanto il cattivo tempo, o il freddo, che causa malanni quanto il fattore ambientale legato alla diminuzione della durata della luce: l’accorciamento della luce diurna, incastrata a casi di vulnerabilità, può portare apatia, stanchezza, sonno, difficoltà di concentrazione e cambiamenti nel comportamento alimentare, incidendo sul sistema circadiano”.

Quello che, spiega l’esperto, viene chiamato ”disturbo affettivo stagionale” può giungere così fino alla depressione. Colpisce maggiormente le donne, in un rapporto di 4 a 1 rispetto agli uomini, e in particolare quelle in età fertile, con una diminuzione dopo la menopausa. Sempre nelle donne, dice Bersani, l’effetto di ”un maggiore appetito” si avverte di più: cercano ”compulsivamente carboidrati, soprattutto pane e pizza”.

Ancora però non si conosce il motivo per il quale alcune persone siano maggiormente colpite, ma si tratta in ogni caso di ”una variabilità soggettiva in cui entra in gioco anche la genetica come, per esempio, la sensibilità dell’occhio con una retina che intercetta più luce e invia maggiori quantità di informazioni al cervello”. La cura, oltre agli psicofarmaci ”con i quali bisogna essere molto cauti”, consiste nel fare il carico di luce grazie alla fototerapia che ne apporta ”una quantità tale da riallungare la giornata”.

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