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Bologna, convegno: ecco "l'identikit" del cocainomane

Maschio, 35-40 anni, reddito medio-alto, scolarità media, artigiano o libero professionista con famiglia e problemi legati ad essa. E’ l’identikit del cocainomane medio, uscito da uno studio nazionale realizzato con quasi 13 mila interviste e che verrà presentato al convegno ‘Moda, merce, marginalita’, malattia: i paradigmi delle dipendenzè, in programma venerdì a Bologna.

Il convegno è organizzato dalla facoltà di Scienze della Formazione, dall’Osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche dell’Ausl e dalla Federazione italiana comunità terapeutiche.

Obiettivo, appunto, riflettere su come sono mutate le dipendenze e il consumo di stupefacenti in Italia, negli ultimi anni e quali i nuovi sistemi di prevenzione. Una prospettiva, ha spiegato Raimondo Maria Pavarin, direttore dell’osservatorio, “è quella di uscire dalla vecchia prevenzione eroinocentrica”.

Perchè il fenomeno è molto variegato: un consumatore su quattro – ha raccontato – fa uso di cocaina, ma anche di altre droghe, per fini prestazionali. “Per rendere di più nel lavoro, nello studio, nel sesso. Sottovalutando le conseguenze: i comportamenti alla guida, ad esempio o i problemi cardiocircolatori”. Il problema non va affrontato dunque solo “dal punto di vista della dipendenza”, ma anche, ha aggiunto il preside di scienze della Formazione di Bologna, Luigi Guerra, “da quello psicopedagogico”.

Per quanto riguarda la polvere bianca, lo studio ne ha analizzato le tipologie di consumo: l’80% la prende con altre persone, il 35% durante la settimana. Il 17% spende per la droga meno del 10% del proprio stipendio, il 12% più del 90%. In aumento, poi, quelle persone che passano, per risparmiare, dalla cocaina all’eroina.

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