Battaglia allo spreco alimentare: come fare per non buttare via niente

Battaglia allo spreco alimentare: consigli per non buttare via niente

10 Febbraio 2022 - di Claudia Montanari

Solo pochi giorni fa si è celebrata in Italia la 9/a Giornata Nazionale di Prevenzione contro lo Spreco Alimentare. Un appuntamento importante per ricordare l’enorme valore sociale, ambientale ed economico del cibo e l’importanza di non sprecarlo. Purtroppo, negli ultimi due anni è risalita la freccia dello spreco alimentare domestico. Ad attestarlo è il Rapporto “Il caso Italia” 2022 di Waste Watcher International (riferito al 2021), per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market e dell’Università di Bologna, su monitoraggio Ipsos.

Spreco alimentare, alcuni dati

I nuovi dati ci dicono che gettiamo in media 595,3 grammi pro capite a settimana, ovvero 30,956 kg annui. Circa il 15% in più del 2021 (529 grammi settimanali). Il ritorno alla vita sociale, nella convivenza con il virus, ci rende probabilmente meno attenti nella gestione e fruizione del cibo. E anche nel mondo si spreca ancora troppo cibo. Secondo la FAO, ogni anno finisce nella spazzatura circa un terzo di tutto quello prodotto.

C’è insomma in termini di spreco alimentare ancora tanto da fare, soprattutto fra le mura domestiche oltre che nella ristorazione. Secondo il Food Waste Index Report 2021 lo spreco alimentare ammonta a 931 milioni di tonnellate ogni anno. Il 61% si origina tra le mura domestiche, ed è responsabile del 8-10% delle emissioni di gas serra a livello globale.

Per ridurre gli sprechi è necessario agire su i due livelli in cui questi si originano. Da una parte ci sono le perdite alimentari (food loss), ovvero gli sprechi che occorrono lungo i primi anelli della catena (produzione, raccolta, stoccaggio e lavorazione). E dall’altra invece quelli che sono definiti veri e propri sprechi (food waste), originati a seguito della distribuzione ai consumatori e ai commercianti.

Quali sono i cibi che sprechiamo di più e di meno

Una piccola virtuosa eccezione la filiera della carne che, secondo gli ultimi dati Nielsen, impatta solo per il 5% sugli sprechi alimentari complessivi. Ma la carne, si sa, è un alimento nobile e da sempre la nostra cucina tradizionale custodisce i segreti per usarne gli avanzi e le regole per conservarla correttamente evitando gli sprechi.

L’indagine 2022 Waste Watcher spiega che nella hit degli alimenti più spesso sprecati svetta la frutta fresca (27%), seguita da cipolle aglio e tuberi (17%), pane fresco (16%), verdure (16%) e insalata (15%).

Qual è la prima conseguenza dello spreco alimentare, secondo i consumatori italiani?

Al top lo spreco di denaro, vissuto come aspetto più grave da oltre 8 italiani su 10 (83%). La gestione oculata del cibo va quindi di pari passo con quella del bilancio familiare, ma si riflette anche sull’effetto diseducativo per i giovani (83%), sull’immoralità intrinseca dello spreco alimentare (80%) e delle risorse (78%) e sull’inquinamento ambientale (76%).

Perché sprechiamo nelle nostre case?

Un italiano su 2 (47%) ammette di scordare spesso il cibo acquistato, il 46% sostiene che il cibo era reduce dal frigorifero dei negozi e a casa è deperito in fretta. Un italiano su 3 (30%) confessa di calcolare male le quantità di cibo che servono in casa, ma anche (33%) di essere preoccupato di non avere abbastanza cibo a casa, quindi di esagerare negli acquisti. I dati Waste Watcher dimostrano quindi che ci sono ampi margini di miglioramento nelle fasi di acquisto e gestione del cibo, nell’ottica di prevenire lo sperpero domestico degli alimenti.

Cosa fare allora per evitare lo spreco alimentare

Dunque per sprecare di meno bisogna innanzitutto diventare più bravi con gli acquisti, fare meno provviste. E poi utilizzare gli avanzi anziché buttarli. Le ricette anti-spreco a base di carne, come ricorda Carni sostenibili, l’organizzazione no profit per la produzione sostenibile e il consumo consapevole di carne e salumi, sono moltissime. E fanno parte della tradizione culinaria italiana.

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