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La semplificazione di Alfano: "I divorzi dal notaio, non in tribunale"

Il divorzio dal notaio anziché in tribunale, solo se però non ci sono minori da tutelare. È una delle ipotesi per snellire la giustizia civile alla quali lavoreranno nelle prossime settimane il ministro per la Giustizia, Angelino Alfano, e il Consiglio nazionale del notariato. Come riporta il Corriere della Sera venerdì Alfano è stato l’ospite d’onore della prima riunione del nuovo Consiglio dei notai e ha lanciato la proposta di istituire un tavolo di «consultazione permanente con il notariato per individuare soluzioni per il funzionamento della giustizia civile».

Individuare quindi nuove competenze da assegnare ai notai per alleggerire il lavoro dei magistrati civili. Fra queste, appunto, ci potrebbe essere in tempi ragionevolmente brevi «la composizione patrimoniale nel caso delle separazioni senza figli», cioè l’attribuzione dei beni fra marito e moglie. E, con un intervento legislativo più complesso, ma «se c’è la volontà nel giro di qualche mese », anche l’intera separazione dal notaio. Il percorso è stato illustrato da Giancarlo Laurini, presidente del Consiglio dei notai.

«I dati dimostrano che laddove come categoria siamo stati chiamati a coadiuvare i giudici, le cose hanno funzionato bene: mi riferisco per esempio al controllo degli atti societari, che ci è stato affidato nel 2000. E il contenzioso su queste materie non esiste. Diciamo che abbiamo una funzione preventiva. Il giudice risolve i conflitti decidendo, la nostra azione permette di prevenirli».

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