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La regista Comencini lancia il movimento "Di Nuovo", tra politica e femminismo

Cristina Comencini

”Abbiamo un obiettivo molto chiaro e ambizioso, aprire uno spazio nuovo e politicamente il piu’ largo possibile, lanciando un’associazione nazionale che possa raccogliere le forze sparse. Ci sono tantissimi gruppi e collettivi, anche di ragazze giovani. Mettiamoli in Rete, apriamo una discussione generale, in una convention che individui le priorita’ da affrontare”: a parlare cosi’ e’ Cristina Comencini che in un’intervista a L’Espresso, in edicola domani, racconta la nascita di un movimento al femminile, Di nuovo.

L’iniziativa non è la prima nè  l’unica di quel nuovo ancora magmatico movimento femminil-femminista della societa’ civile che ha cominciato a riunirsi silenziosamente e a riflettere sul disastro dei rapporti fra i sessi nel nostro Paese. Attorno alla regista Cristina Comencini, alla docente di letteratura italiana Maria Serena Sapegno e alla giornalista Licia Conte si sono raccolte scrittrici e poetesse, da Iaia Caputo a Sara Ventroni ad Anna Maria Mori, politiche in libera uscita come Francesca Izzo e Anna Maria Riviello, attrici come Lunetta Savino e tante altre, di esperienze e generazioni diverse ma con un’idea chiara in testa, trovare una via d’uscita, o almeno un’idea nuova da mettere in campo.

Il gruppo Di nuovo ha prodotto un sostanzioso documento (adesionedinuovo@tiscali.it) ma anche uno spettacolo teatrale, ‘Libere’, di Cristina Comencini, con la regia della sorella Francesca. E’ un dialogo fra due donne di generazioni diverse, che riprende le discussioni del gruppo, quasi un manifesto post-femminista aggiornato all’oggi (la prima sara’ a Roma il 2 luglio all’Accademia della Danza, poi girera’ per tutta Italia). ”E’ un modo – dice la Comencini, che sta per cominciare le riprese del nuovo film ‘Da quando la notte’ con Claudia Pandolfi e Filippo Timi – per capire perche’ il femminismo italiano, uno dei piu’ vivaci e interessanti d’Europa, ad un certo punto e’ tornato a casa, non ha lasciato sul campo strumenti di difesa, paletti che la societa’ non potesse ignorare. Oggi le donne piu’ giovani spesso non conoscono neanche le idee piu’ elementari di quel movimento, sono scomparse, cancellate. Dobbiamo ricominciare a parlarne insieme”.

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