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Precari. Esperta: “Si ammalano di più”

ROMA – Gastrite, colite, dermatite, insonnia, tachicardia, attacchi di panico, di ansia, sensazione persistente di inadeguatezza e di pericolo. Chi ha un lavoro precario ha a che fare con almeno uno di questi disturbi, destinati a peggiorare con il passare del tempo se la sicurezza sul lavoro tarda ad arrivare. A lanciare l'allarme e' Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell'Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap). ''Secondo un recente sondaggio online svolto dall'Eurodap su 300 persone tra i 25 e i 55 anni – afferma Vinciguerra – il lavoro e' la maggiore fonte di stress per il 70% degli interpellati. Il 60% teme i colleghi, mentre il 40% si dice completamente assoggettato al capo per paura di essere licenziato''. Il luogo di lavoro, avverte Vinciguerra, ''e' diventato ormai altamente conflittuale a causa della precarieta' che impera e la sensazione di essere in pericolo ci costringe ad essere perennemente all'erta''. Arriva cosi' lo 'stress da precarieta'' che, conclude l'esperta, ''si aggiunge allo stress normale dato da impegni quotidiani e preoccupazioni lavorative''..

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