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Papa: uomo vuole essere dio, ma tecnica non è solo progresso

Il Papa ha celebrato la Messa delle Palme con il vicario di Roma Agostino Vallini, con il presidente e il segretario del Pontificio consiglio dei laici, card. Stanislaw Rylko e mons. Josef Clemens, e con l’ausiliare di Roma per il settore sud, mons. Schiavon. La processione iniziale di cardinali, vescovi, sacerdoti e fedeli e del Papa in papamobile è durata quasi mezz’ora.

I rami d’ulivo portati in mano dalla gente in processione erano offerti dalle Ville Pontificie di Castel Gandolfo mentre, come e’ tradizione, alla decorazione floreale della piazza hanno concorso in vari modi la Liguria, la Puglia, Faenza. Nell’ampia omelia il Pontefice ha sviluppato l’idea dell’uomo come ”punto di intersezione tra due campi di gravitazione”, la forza di gravita’ che tira in basso, verso l’egoismo, la menzogna e il male” e la ”forza di gravita’ dell’amore di Dio” che attira verso l’alto.

Il ”cuore”, ha spiegato, che e’ ”quel centro dell’uomo in cui si uniscono l’intelletto, la volonta’ e il sentimento, il corpo e l’anima”, ”deve essere elevato” ma ”noi siamo troppo deboli per sollevare da soli il nostro cuore fino all’altezza di Dio” e ”la superbia di poterlo fare ci tira verso il basso e ci allontana da Dio”. Per salire invece servono ”mani innocenti, cuore puro, rifiuto della menzogna e ricerca del volto di Dio”.

Dai platonici del terzo e quarto secolo passando per Sant’Agostino, ha ricordato papa Ratzinger, la ”questione di come l’uomo possa arrivare in alto, diventare totalmente se stesso e veramente simile a Dio, ha sempre impegnato l’umanita”’. Con Agostino il Papa risponde che da solo l’uomo non ce la fa, e’ Gesu’ che conduce l’umanita’ ”in pellegrinaggio con il Signore, verso l’alto”.

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