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Isernia. Assolta infermiera accusata dal suocero di omicidio: 2 anni di incubo

ISERNIA – Dopo due anni di incubo, due giorni in carcere e un mese ai domiciliari, Brunella Notargiacomo è stata prosciolta dalla accusa di omicidio.

Brunella Notargiacomo, infermiera di 57 anni, il 17 marzo 2011 fu arrestata per omicidio volontario della suocera, Iolanda Palladino (82). L’aveva accusata il suocero, Rocco Turco, che davanti alla moglie morta non aveva pensato a altro se non che l’avesse uccisa la nuora con una spranga di ferro e si è precipitato a chiamare i carabinieri.

Iolanda Palladino invece, ha accertato l’autopsia eseguita dal medico legale Vincenzo Vecchione, è morta di edema polmonare. Così il Gup di Isernia, Elena Quaranta, l’ha prosciolta e ha decretato il “non luogo a procedere”.

Nel frattempo l’accusa era stata ridotta in omicidio preteritenzionale e la donna era tornata in libertà e al lavoro perche’ la Procura ha derubricato il reato in omicidio preterintenzionale.

Per Brunella Notargiacomo

“è stato un calvario, ma io ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Io non sarei capace di fare male a una mosca. E la gente che mi incontrava per strada mi credeva. Ho avuto tante testimonianze d’affetto, anche dai pazienti che ho curato. Ora chi mi ha accusato faccia il mea culpa, si faccia un esame di coscienza. Chieda perdono a Dio, prima che sia troppo tardi”,

ha detto Brunella Notargiacomo al termine dell’udienza che l’ha dichiarata innocente.

Da sempre convinto della piena innocenza della propria assistita, informa il Giornale del Molise, era l’avv.Oreste Scurti, legale di fiducia della Nortargiacomo:

“Passo dopo passo il legale isernino ha smontato il castello di accuse, forte anche degli esiti dell’autopsia e delle verifiche effettuate dai Carabinieri del Ris sulla spranga di ferro sequestrata nell’abitazione della Palladino, che secondo il suocero sarebbe stata l’arma del delitto”.

Ha detto l’avv. Oreste Scurti:

“È stato un lungo iter giudiziario, ma alla fine la verità è venuta a galla. È stato un calvario, ma alla fine è stata dimostrata la piena estraneità ai fatti contestati alla mia assistita. È stata prosciolta con formula piena, perché il fatto non sussiste. E questa formula di proscioglimento la dice lunga”.

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