ibia: la russa, raid mirati su obiettivi specifici

ibia: la russa, raid mirati su obiettivi specifici

ROMA – Il ministro della Difesa Ignazio La Russa le chiama ''missioni mirate con missili di precisione'' per colpire ''obiettivi specifici'', con l'intento di ''evitare ogni rischio di colpire la popolazione civile''. Ma e' chiaro che la decisione comunicata da Berlusconi alla Nato significa che l'Italia partecipera' ai bombardamenti sulla Libia. Quando inizieranno le ''azioni'', il comunicato di palazzo Chigi non lo dice ma fonti militari qualificate sottolineano che i velivoli dell'Aereonautica e della Marina Militare che dovrebbero essere utilizzati per le nuove missioni – i Tornado Ids, gli Amx e gli Av-8b Plus – hanno gia' a disposizione gli assetti necessari per rispondere immediatamente ad una chiamata della Nato. Secondo l'ex capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Leonardo Tricarico, invece, occorreranno ''minimo 72 ore'' per rendere operativi i nostri mezzi. Quel che e' certo e' che cambia radicalmente la natura della missione italiana: solo una settimana fa lo stesso La Russa, nell'incontro a Washington con il suo omologo Robert Gates, aveva detto che l'Italia non avrebbe fornito ''altri assetti rispetto a quelli gia' messi a dispozione''. ''La decisione e' maturata all'interno del governo gia' da alcuni giorni – dice oggi il ministro della Difesa – perche' la situazione a Misurata e' diventata terribile''. ''Di fronte ad una vera e propria emergenza umanitaria – aggiunge – l'Italia non ha voluto sentirsi da meno degli altri Paesi che hanno voluto assistere i cittadini che sono sotto i colpi dell'esercito di Gheddafi''. Fatto sta che a partire gia' dalla prossima notte l'Italia potra' bombardare obiettivi in Libia. Secondo quanto spiegano fonti militari qualificate, fino ad oggi il nostro Paese ha offerto una capacita' operativa basata sui ''missili antiradiazione'', sistemi d'arma che consentono di eliminare le postazioni radar che attivano la contraerei libica e che, almeno ufficialmente, non sono mai stati utilizzati. Il comunicato di palazzo Chigi, pero', autorizza da questo momento l'utilizzo degli armamenti di precisione in grado di colpire obiettivi che non siano i radar. E dunque anche qualsiasi obiettivo in movimento, civile e militare, compresi i carri armati. Almeno tre i ''sistemi di precisione'' a disposizione degli aerei dell'Aeronautica e della Marina: quelli a guida laser, quelli a guida gps e quelli definiti 'stand off', in pratica un piccolo missile in grado di ''agganciare'' un obiettivo a lunga distanza. Le operazioni, secondo quanto si apprende, dovrebbero partire sempre dalle basi di Trapani e Gioia del Colle, gia' operative fin dall'inizio della missione della Nato, e non e' escluso un coinvolgimento di quella di Amendola, dove sono di base gli Amx. Gli Av-8b della Marina sono invece imbarcati sulla portaerei Garibaldi. ''Non credo che aumenteranno i rischi per l'Italia – dice La Russa – la missione e' unica: prima facevamo una parte nella squadra e ora ne facciamo un'altra. Dunque non ci sono piu' rischi o meno rischi, ne' per i militari ne' per il nostro Paese''. .

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