Garante privacy: no dati sesso in sondaggi qualita'

Garante privacy: no dati sesso in sondaggi qualita'

ROMA – No all'uso dei dati sulla vita sessuale nelle indagini sulla qualita' dei servizi sanitari offerti o delle informazioni raccolte nel corso delle attivita' di customer satisfaction per profilare gli utenti o inviare materiale pubblicitario: sono alcune delle regole, fissate dal Garante per la protezione dei dati personali, alle quali dovranno attenersi gli organismi sanitari pubblici e privati che svolgono indagini sulla qualita' dei servizi sanitari offerti ai cittadini. I sondaggi per verificare la customer satisfaction degli assistititi – effettuati per telefono, per posta, per email, tramite questionari cartacei o forum su siti istituzionali – possono riguardare esclusivamente informazioni sulla qualita' del servizio (accoglienza, tempi di attesa, informazioni ricevute, comfort della struttura), senza entrare nella valutazione degli aspetti sanitari delle prestazioni e delle cure erogate. Poiche' nel corso di queste attivita' possono essere raccolti una gran quantita' di dati personali, il Garante ha individuato in apposite Linee guida (domani in Gazzetta ufficiale) un quadro unitario di misure e accorgimenti. Prima di iniziare il sondaggio gli organismi sanitari dovranno valutare se ci sia la reale necessita' di raccogliere dati personali o se non sia invece possibile raggiungere gli stessi obiettivi utilizzando dati anonimi. In questo secondo caso non si applicano le Linee guida. Qualora invece si ritenga necessario acquisire dati personali, questi vanno comunque distrutti o resi anonimi subito dopo la registrazione. La partecipazione al sondaggio deve essere sempre facoltativa. Non potranno essere utilizzati dati sulla vita sessuale e le informazioni raccolte nel corso delle attivita' di customer satisfaction non potranno essere utilizzate per profilare gli utenti o inviare materiale pubblicitario. La comunicazione o la diffusione dei risultati dei sondaggi dovra' avvenire sempre in forma anonima o aggregata. Potrebbe anche accadere che alcune risposte possano rivelare informazioni sulla salute dell'utente, desumibili anche dal tipo di reparto che ha erogato il servizio (ad es. ginecologia, neurologia, oncologia), dalla prestazione fruita (ad es. tipo di intervento chirurgico), persino dalla fornitura di particolari ausili (ad es. pannoloni, protesi, plantari). In questo caso gli organismi privati che svolgono direttamente un'indagine di gradimento sui servizi sanitari devono chiedere il consenso scritto degli utenti coinvolti. Consenso che non deve essere richiesto dagli organismi sanitari pubblici anche quando conducono sondaggi attraverso le strutture convenzionate. Agli utenti, infine, dovra' essere sempre assicurata, sia dagli operatori privati sia pubblici, una dettagliata informativa in cui risultino chiari tutti gli aspetti e le modalita' del sondaggio. Gli organismi sanitari potranno anche avvalersi di un modello semplificato di informativa predisposto dall'Autorita', allegato alle Linee guida. .

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