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Arrigoni. La madre: "Ora non mi interessano gli arresti"

MILANO 17 APR Nel tempo de – MILANO, 17 APR – Nel tempo dell'attesa, che separa il dolore dalla possibilita' del lutto, non c'e' spazio per le domande a Bulciago. A Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni, barbaramente ucciso a Gaza, ora non interessa commentare gli arresti di chi ha fisicamente ucciso suo figlio: ''Non mi interessano gli arresti, non ora, ho altro – dice asciutta – a cui pensare''. Quello che interessa alla madre dell'attivista, ora, e' che la salma di suo figlio torni a casa, ma ancora non ci sono notizie sul suo arrivo. La famiglia ha inviato un rappresentante legale al Cairo, per occuparsi del trasferimento della salma dall'Egitto e delle procedure necessarie. Ma a oggi ''non ho ancora notizie sul rientro di Vittorio e quindi – spiega la madre, che e' anche sindaco di Bulciago, il paese dove vivono gli Arrigoni – non abbiamo ancora potuto fissare i funerali, sono d'accordo con il parroco che lo faremo appena ci sara' una certezza''. Per le esequie, a Bulciago e' previsto l'arrivo di una delegazione da Gaza e di moltissimi amici, compagni ed estimatori del lavoro del mediattivista, tanto che il parrocco sta pensando di celebrarle nella palestra comunale. Ieri intanto l'International Solidarity Movement, l'organizzazione dove militava Arrigoni, aveva diffuso la notizia che la madre dell'attivista aveva deciso di prendere parte alla alla Freedom Flotilla 2 in partenza a fine maggio. Spedizione che gli organizzatori hanno ribattezzato 'Freedom Flotilla – Stay human' in onore di Vittorio e dell'adagio con cui firmava i pezzi da Gaza sul suo seguitissimo blog Guerrilla radio. ''Mi hanno chiesto se ero d'accordo che la Flotilla venisse intitolata a Vittorio e lo sono'' dice la madre, precisando pero' di non aver mai pensato a imbarcarsi. Arrigoni era arrivato a Gaza nell'estate del 2008 proprio con le prime imbarcazioni della Freedom Flotilla e ora ''faremo del nostro meglio, Vik, per portare avanti il lavoro che hai fatto. La flotilla – spiegano gli organizzatori – tornera' a Gaza in tuo onore''. Nonostante l'omicidio di Arrigoni, ''nessuno si e' ritirato, anzi, in queste ore stanno arrivando fiumi di candidature e noi siamo piu' determinati che mai'' dice Maria Elena Delia della Freedom Flotilla Italia. Vittorio, che si apprestava a tornare in Italia, ''doveva tornare a Gaza con noi, lui – racconta l'attivista – aveva partecipato dagli inizi''. L'impegno di Vittorio e' stato ricordato anche dal premio Nobel irlandese Mairead Maguire, che ha scritto una lettera alla famiglia Arrigoni ricordando ''la sua gioia, il suo entusiasmo e la sua grande energia cosi' in evidenza, anche mentre ci raccontava della profonda sofferenza della popolazione di Gaza, con la quale aveva deciso di vivere e lavorare''. Vittorio aveva accolto il premio Nobel a Gaza, dove la Maguire era arrivata nell'ottobre del 2008 con l'imbarcazione Free Gaza. Esprimendo il suo cordoglio, il Nobel – espulsa da Israele lo scorso ottobre dopo che a giugno aveva partecipato alla Freedom Flotilla, assaltata in acque internazionali da commandos israeliani – si augura che la famiglia e gli amici dell'attivista ''trovino consolazione e pace nel sapere quanto Vittorio fosse amato da tutti coloro che sono entrati in contatto con lui durante la sua coraggiosa e breve esistenza''. Come i palestinesi che in questi giorni lo stanno piangendo, che hanno aperto una pagina su facebook per dire 'Sorry Vittorio Arrigoni from Gaza' e che per ricordarlo hanno organizzato per il 20 aprile una fiaccolata a Betlemme. La Provincia di Milano ha invece deciso di proporre Arrigoni per il 'Premio Enzo Baldoni e reporter italiani caduti sui fronti di guerra'. .

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