Campagna contro violenza su donne: “Un giorno mi chiameranno p…”

Pubblicato il 17 dicembre 2015 10.02 | Ultimo aggiornamento: 16 dicembre 2015 19.14

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di Redazione Ladyblitz
 

O SLO – Una campagna contro la violenza sulle donne arriva dall’organizzazione norvegese Care e il video commuove il web raggiungendo quasi 3 milioni di visualizzazioni in poco meno di tre settimane.

Il video si intitola “Dear Daddy” (“Caro papà”) ed è un discorso che fa una bambina ancora nella pancia della mamma, immaginando un po’ tutta la sua storia di vita. La piccola immagina di parlare con il padre e già sa che

“nascerò femmina, e già quando avrò 14 anni i miei compagni di classe mi chiameranno puttana, buco, troia… e molte altre cose. Solo per ridere, certo. Sono cose che i ragazzi fanno. Quindi non c’è da preoccuparsi, penserai. Lo capisco. Forse anche tu da ragazzo lo facevi. Per impressionare gli altri ragazzi, non peraltro. Non lo pensavi davvero, certo”.

Poi prosegue:

“Ma qualcuno dei ragazzi forse non penserà che è solo uno scherzo. Quando avrò 16 anni qualcuno cercherà di infilarmi una mano nelle mutande, e magari io avrò bevuto. E se dirò “no”, loro rideranno. È una cosa da ridere, vero? E se tu in quel momento potessi vedermi, papà, saresti così imbarazzato, e offeso. Perché vedresti quanto mi sentirei usata. E magari quando avrò 21 anni e cercherò di tornare a casa, il figlio di uno di quei ragazzi con cui tu facevi le battute sulle donne mi violenterà. Perché lui quegli scherzi li ha sempre fatti sentire a suo figlio e suo figlio ci ha creduto. Magari andrà così”.

“E poi finalmente troverò il Signor Perfetto, uno spiritoso, colto, sportivo, con un lavoro fantastico, che fa sci di fondo come te. Ma una sera, non sarà più il Signor Perfetto. Perché sarà stanco, teso. E mi chiamerà puttana. Come anche tu hai fatto qualche volta e anche lui ha già fatto qualche volta. E un altro giorno mi darà uno schiaffo. Lo so, potrò essere anche io insopportabile. Ma io non saprò cosa fare, perché sarò confusa, lo amerò e lo odierò e un giorno lui quasi mi ucciderà”.

“Anche se avrò un dottorato, un lavoro fantastico, l’amore della famiglia e degli amici… non potrò farci niente. E allora ti chiedo un favore. Ricorda: da cosa nasce cosa. Per cui non cominciare, non cominciamo queste cose. Non lasciare che i miei fratelli chiamino le ragazze puttane, perché non lo sono. E perché un giorno qualche ragazzino potrebbe pensare che invece è vero. Non accettare stupidi insulti, nemmeno dai tuoi amici. Perché dietro ogni scherzo c’è anche un po’ di verità”.

“Caro papà, io so che mi proteggerai da ogni pericolo senza esitare. Armi, auto, leoni, e magari persino, che so, il sushi. Ma caro papà, io nascerò femmina. E allora ti prego, fai il possibile per proteggermi dal più grande pericolo di tutti”.

(Traduzione del Secolo XIX)