Tumore polmoni, “se non si fumasse sarebbe una malattia rara”

Pubblicato il 19 maggio 2016 15.30 | Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2016 15.28

Tags: , ,

 

M ILANO – Tumore ai polmoni, se non si fumasse sarebbe una malattia rara. E’ quanto emerge dai dati presentati a Milano al convegno “The Bridge – Bridging the present and future” e riportati da Vera Martinella sul Corriere della Sera.

In tutto in Italia ogni anno ci sono 40mila nuovi casi di cancro ai polmoni, e con oltre 30mila morti è la prima causa di morte tumorale. Otto pazienti su dieci sono fumatori. E i medici sono convinti che se non si fumasse più, il cancro al polmone diventerebbe una malattia rara.

Vera Martinella riporta le parole di Giorgio Scagliotti, presidente del convegno e direttore del Dipartimento di Oncologia, all’Azienda Ospedaliero-universitaria San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino):

 “L’oncologia sta attraversando una fase cruciale di innovazione diagnostica e terapeutica. Con una malattia che in Italia nel 2013 ha registrato più di 100 nuove diagnosi al giorno, aumentano i dati di sopravvivenza grazie all’anticipo della diagnosi e all’efficacia delle nuove cure. La sopravvivenza, per maschi e femmine, del tumore polmonare a cinque anni dalla diagnosi arriva in media al 17 per cento”.

Insomma, i miglioramenti sono ben lontani da quelli raggiunti per gli altri tipi di cancro, come quello al seno e alla prostata. Il tumore al polmone uccide oggi in Italia di 8.320 donne e 22.830 uomini.

Un progresso è arrivato grazie all’immunoterapia, che ha permesso di realizzare terapie personalizzate. Ma la patologia resta molto grave. Fondamentale è la prevenzione:

“In Italia il 64 per cento dei fumatori ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni – ricorda Silvia Novello, professore associato presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino, presidente di WALCE Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe) e del convegno milanese -. Più del 70 per cento dei tabagisti accende la prima sigaretta tra i 15 e i 20 anni, ben il 13 per cento inizia a fumare prima dei 15 anni e il 46 comincia prima dei 17. E sono particolarmente preoccupanti i numeri riguardanti le donne di ogni età. Dobbiamo essere più efficaci verso i giovanissimi e tra gli adolescenti, parlare loro fin da bambini con un linguaggio e modi adeguati per convincerli a non fumare. Eliminando il tabacco, il cancro al polmone potrebbe davvero diventare una malattia rara. Senza considerare che l’elenco dei tipi di tumore collegati al fumo (in aggiunta a bronchi e polmone), è lunghissimo e va dall’area testa e collo (nasofaringe, cavità nasali, orofaringe, cavo orale, ipofaringe, laringe) all’apparato digerente (esofago, stomaco, fegato, colon-retto e pancreas), fino a quello urogenitale (rene, uretere, vescica, ovaio, cervice uterina)”.