Tumore alla vescica, vitamina D protegge dal cancro

Pubblicato il 9 novembre 2016 07.00 | Ultimo aggiornamento: 8 novembre 2016 13.18

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L ONDRA – Una carenza di vitamina D nella propria dieta può aumentare il rischio di cancro alla vescica, andando ad abbassare la risposta immunitaria dell’organismo. E’ quanto rivela uno studio condotto dall’Università di Warwick, nel Regno Unito.

 

Durante l’estate molte persone riescono ad assumere la vitamina D grazie all’esposizione ai raggi solari UV. Ma durante l’inverno può essere difficile mantenere i livelli appropriati di questa preziosa vitamina, che è presente nei pesci grassi e nell’olio di pesce, nella carne rossa e nelle uova.

In media, spiega il Daily Mail, un adulto su cinque ha carenze di vitamina D, mentre tre su cinque ne hanno livelli bassi.

I ricercatori britannici hanno passato in rassegna sette studi condotti in precedenza che sottolineavano proprio un legame tra la carenza di vitamina D e il rischio di tumore alla vescica. 

Durante lo studio, gli esperti hanno anche analizzato le cellule dell’organo, note come cellule epiteliali, giungendo alla conclusione che queste cellule sono in grado di attivare la risposta alla vitamina D, che riesce a stimolare la risposta immunitaria dell’organismo.

La professoressa Rosemary Bland, principale autrice dello studio, ha sottolineato che servono ulteriori studi per confermare questo legame, che però pare essere evidente. “La nostra ricerca suggerisce che bassi livelli di vitamina D nel sangue possono indurre le cellule della vescica a non rispondere adeguatamente alle cellule anormali. Dal momento che la vitamina D non è cara e sicuramente fa bene, ne consigliamo un uso anche nella prevenzione del cancro”.

Le linee guida internazionali suggeriscono una assunzione quotidiana di 10 microgrammi di vitamina D al giorno, che dovrebbe aumentare nel caso di madri che allattano e di bambini piccoli.

Giusto un mese fa un altro gruppo di ricercatori aveva scoperto che la carenza di questa stessa vitamina può aumentare il rischio di sviluppare la demenza senile.