Troppo rumore per italiani: udito, umore e sonno a rischio

Pubblicato il 14 ottobre 2015 10.00 | Ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2015 21.47

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di redazione Ladyblitz
 
Troppo rumore per italiani: udito, umore e sonno a rischio

M ILANO – Inquinamento acustico sotto accusa. Quasi un cittadino su tre nel mondo è sottoposto ad un eccesso di rumore, con il rischio di disturbi dell’udito, del sonno e dell’umore. E l’Italia, e Napoli in particolare, è messa molto male da questo punto di vista.

SeNew York e gli Stati Uniti detengono lo scettro geografico del chiasso, infatti, il nostro Paese si pone al secondo posto, con Napoli come città più rumorosa a livello nazionale e terza nel mondo dopo New York e Los Angeles.

I dati arrivano dal documento Consensus Paper “Coping with noise” in cui vari esperti hanno valutato un’indagine GfK Eurisko condotta su 8.800 persone di 11 Paesi e i recenti studi scientifici sull’argomento.

L’Italia con il 10% si pone dietro gli Stati Uniti (16%) per il rumore ad alto volume, ma è più ‘chiassosa’ di Francia, Gran Bretagna e Portogallo (7%), Paesi Bassi e Nuova Zelanda (4%) e Germania (2%).

Tra le città italiane quella che si fa sentire di più è Napoli (15%), che batte Roma (9%), Milano e Torino (8%), e conquista il terzo gradino del podio mondiale della rumorosità dopo New York (36%) e Los Angeles (24%).

Il rumore arriva dalle strade, dalle conversazioni tra le persone, dalla musica di sottofondo e dal trasporto pubblico. Tutto questo con effetti sulla salute: i troppi decibel, infatti, possono aumentare di circa il 30% la probabilità di avvertire un disturbo uditivo, oltre a contribuire a quasi il raddoppio dei casi di disturbi dell’umore, insonnia, difficoltà di concentrazione e mal di testa. Il ‘mal di rumore’ inoltre può sottoporre a stress il sistema cardiovascolare, avere un impatto sull’umore, portare a disturbi del sonno e danneggiare l’udito.

I più vulnerabili al rumore sono giovani e adolescenti, spesso esposti a musica ad alto volume, e gli anziani, in cui al rumore si aggiunge il possibile utilizzo di farmaci nocivi per l’apparato uditivo.