Trombosi venosa, sintomi e fattori di rischio

Pubblicato il 8 marzo 2017 10.00 | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2017 09.53

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Trombosi venosa: che cos'è? Come si manifesta? E quali sono i fattori di rischio? Lo ha spiegato, in un'intervista al Corriere della Sera

Trombosi venosa: che cos’è? Come si manifesta? E quali sono i fattori di rischio? Lo ha spiegato, in un’intervista al Corriere della Sera, il dottor Corrado Lodigiani, responsabile del Centro trombosi e malattie emorragiche all’ospedale Humanitas di Milano. 

La trombosi venosa è un’anomalia nel processo di coagulazione del sangue in una vena. A seconda del sistema venoso coinvolto, la trombosi venosa può essere profonda o superficiale. In genere coinvolge le gambe.

Si parla di trombosi in presenza di un trombo, cioè di un coagulo di sangue. La coagulazione è un fenomeno fisiologico e fondamentale per il nostro organismo, quando però si forma un coagulo in un momento e nel punto sbagliato si instaura questa condizione patologica, che può avere conseguenze anche serie.

“Il trombo, spiega il dottor Lodigiani, si forma perché il sangue coagula in una vena integra, non oggetto di lesione. Si può anche risolvere da sé mediante il processo di fibrinolisi, un meccanismo fisiologico in grado di sgretolare il trombo pressoché completamente. Ma affinché questo possa accadere il grumo dev’essere piccolo e periferico, per esempio nei tessuti muscolari.  Il trombo può formarsi anche secondariamente ad altre patologie, come un tumore o un’infezione, o dopo che un individuo è stato sottoposto a intervento chirurgico. (…) È bene dunque sottoporre i pazienti più a rischio a una profilassi tromboembolica, attraverso farmaci che sono in grado di ripristinare un equilibrio, come per esempio gli anticoagulanti”.

Quali sono i fattori di rischio?

“Oltre alla familiarità e alla presenza di difetti genetici della coagulazione (trombofilia), si segnalano: l’assunzione di farmaci che alterano in senso protrombotico l’equilibrio del sistema della coagulazione, come la pillola anticoncezionale o la terapia ormonale sostitutiva. Anche la gravidanza aumenta le probabilità di insorgenza di trombosi. Questa condizione patologica è infine frequente in caso di obesità, di insufficienza venosa in presenza di vene varicose, se si è troppo sedentari e se si è affetti da diabete o grave dislipidemia, un dato, quest’ultimo, emerso solo negli ultimi anni”.

Infine, bisogna prendere accorgimenti particolari se si effettuano lunghi viaggi aerei, che possono provocare trombosi. Per scongiurare il rischio il consiglio è quello di indossare calze elastiche e fare esercizi anche da seduti con i piedi e le caviglie, e alzandosi di tanto in tanto.