Stress danneggia gli occhi, soprattutto dei giovani

Pubblicato il 25 ottobre 2015 10.00 | Ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2015 17.19

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di redazione Ladyblitz
 
Stress danneggia gli occhi, soprattutto dei giovani

R OMA  – Lo stress fa male agli occhi. Può addirittura danneggiarli gravemente, soprattutto quelli dei giovani e in generale di chi è in piena attività. Ritmi di vita molto sostenuti possono provocare una malattia della retina, chiamata corioretinopatia sierosa centrale, che gli esperti definiscono ‘maculopatia dei giovani‘.

Si tratta di una patologia poco nota ma potenzialmente pericolosa e correlata allo stress. Per curare questa malattia, che ha un’incidenza di un caso su 10mila tra i 20 e i 55 anni, ma può arrivare anche a un caso su mille se si considerano piccole zone colpite che il paziente non ha magari percepito, esistono per fortuna nuove armi, come spiega Andrea Cusumano, Presidente di Macula & Genoma Foundation Onlus:

“Nei pazienti predisposti con lo stress si producono quantità elevate di catecolamine, dei neutrasmettirori, e cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress. Queste sostanze a loro volta alterano i vasi al di sotto della retina che diventano permeabili e da cui fuoriescono liquidi che si accumulano in forma di una bolla. Il paziente vede come in acquario, con immagini appannate, più piccole, vi è una perdita di sensibilità nel contrasto dei colori e una visione distorta. Fino a qualche tempo fa non c’era terapia, o vi era una guarigione spontanea o ci si doveva tenere il danno. Ultimamente abbiamo una terapia mirata che si chiama fotodinamica a bassa fluenza e permette di risolvere quasi sempre in maniera definitiva questa patologia”.

Inoltre esiste un laser di nuova generazione elaborato a Stanford che permette di eliminare le cellule retiniche colpite, e potrebbe essere una possibile alternativa terapeutica. Il dottor Cusumano avverta anche di un altro pericolo per gli occhi: “anche l’uso del cortisone (pomate, compresse, iniezioni, inalatori, spray e colliri) può in persone predisposte scatenare la malattia”.