Sport e infiammazioni: 100 minuti e 7 regole per vivere meglio

Sport e infiammazioni: 100 minuti e 7 regole per vivere meglio

31 Maggio 2017 - di Mari

 

Bastano cento minuti di attività fisica la settimana per essere in salute e vivere più a lungo, ‘sfiammando’ l’organismo. Il corpo, infatti, si nutre e i processi di infiammazione si placano anche grazie all’attività fisica. Proprio come il cibo, il movimento allena le cellule a disattivare i geni pro-infiammatori e ad attivare quelli della longevità.

Perché l’esercizio fisico, al pari dell’alimentazione, può modificare l’espressione dei geni. Ecco perché l’attività fisica è uno dei pilastri della Positive Nutrition, che riprende l’omonimo titolo del nuovo libro di Barry Sears, biochimico americano ideatore della dieta Zona.

Dunque movimento e cibo giocano in tandem, perché l’attività fisica aiuta a controllare l’infiammazione ma il cibo giusto aiuta a migliorare la performance. Dando vita a 7 regole chiave che possono migliorare la qualità di vita.

  1. La “dose” giusta di movimento. Gli studi scientifici suggeriscono di praticare 3 allenamenti la settimana. In pratica, un giorno sì e uno no.
  2. Rispettare l’interval training, ovvero l’intervello tra gli esercizi sportivi con un allenamento ad alta intensità con la massima quantità di ossigeno che i muscoli consumano al minuto, seguito da 3-4 minuti di recupero.
  3. L’allenamento a digiuno. Lo sport svolto con una scarsa disponibilità di energia aziona l’enzima della vita, l’AMP chinasi che, se attivato, sostiene la longevità. Questa molecola viene attivata proprio quando la cellula ha poca energia.
  4. L’allenamento ‘concorrente’, ovvero, non solo allenamento aerobico. Al corpo serve esercitare anche la forza muscolare. Abbinare i due tipi di allenamento nell’arco della giornata o della settima.
  5. L’importanza dell’idratazione. Bisogna bere sempre e nelle giuste dosi, due litri d’acqua al giorno, anche quando non si ha sete.
  6. La giusta intensità. Il fiato è un buon metro di misura dell’intensità di un allenamento. Nella prima fase di riscaldamento la respirazione non deve essere mai affannata.

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