Sei a rischio infarto? Uccide un uomo su 9 prima dei 70 anni

Pubblicato il 30 giugno 2016 13.30 | Ultimo aggiornamento: 30 giugno 2016 13.20

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Sei a rischio infarto? Uccide un uomo su 9 prima dei 70 anni

L ONDRA – Sei a rischio infarto? Uno uomo su nove ed una donna su trenta muoiono per un attacco cardiaco prima di arrivare a 70 anni. E adesso è stato appena pubblicato uno studio che sottolinea l’importanza di sottoporsi a screening contro il rischio di morte per patologia cardiaca.

Un improvviso e inaspettato attacco di cuore uccide migliaia di persone ogni anno, e colpisce soprattutto persone che prima non hanno mai avuto sintomi e non hanno una storia familiare di disturbi cardiovascolari, spiega questo studio condotto dalla Northwestern University Feinberg School of Medicine.

Il dottor Donald Lloyd-Jones, autore principale dello studio, sottolinea che bisognerebbe sottoporsi a regolari screening proprio come nel caso, per esempio, del cancro al colon. “Solo in questo modo il numero dei morti potrebbe calare. Noi spesso ci sottoponiamo a controlli per condizioni che sono molto meno comuni e molto meno letali di un infarto. Per esempio, il cancro al colon colpisce un uomo su 21, meno dell’infarto, eppure è più monitorato, visto che quasi tutti coloro che hanno più di 50 anni si sottopongono a colonscopia”.

I ricercatori guidati dal professor Lloyd-Jones hanno esaminato i dati relativi ad oltre 5.200 uomini e donne tra i 28 e i 62 anni che non avevano problemi cardiovascolari. Gli studiosi si sono concentrati soprattutto su alcuni fattori come la pressione sanguigna, il colesterolo, il fumo e il diabete, calcolando una stima del rischio di attacco cardiaco. 

Alla fine dello studio hanno scoperto che un improvviso infarto mortale era più diffuso tra gli uomini che tra le donne, soprattutto coloro che avevano una pressione sanguigna alta e altri sintomi cardiovascolari. Questo dimostra che se si hanno dei fattori di rischio, anche se non si hanno mai avuto problemi di cuore, è bene sottoporsi a degli screening e adattare stili di vita che prevengano l’infarto.