Problemi di memoria e concentrazione? Provate con la cannella

Pubblicato il 14 luglio 2016 10.00 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2016 09.31

Tags:

 
Problemi di memoria e concentrazione? Provate con la cannella

C HICAGO – Piccoli problemi di memoria e concentrazione? Provate con la cannella. Merito delle virtù neurologiche di questa spezia originaria dello Sri Lanka. Virtù utili a chi ha bisogno di migliorare le proprie performance cognitive.

A rivelare il lato salutare di quella che è senza dubbio una delle spezie più usate in cucina in tutto il mondo è uno studio condotto da un gruppo di neuroscienziati del Rush University Medical Center di Chicago. 

Dallo studio si evince che integrare la propria alimentazione con dosi quotidiane di cannella aiuta ad invertire i cambiamenti biochimici, cellulari e anatomici che caratterizzano il cervello dei topi con ridotta capacità di apprendimento. Questo grazie ad una sostanza in cui la spezia si trasforma all’interno dell’organismo.

 

Secondo le indagini degli studiosi tutto si gioca nell’ippocampo, una piccola regione del cervello che genera, organizza e immagazzina i ricordi. Gli scienziati hanno scoperto che l’ippocampo di coloro che hanno difficoltà di apprendimento rispetto a quello ci coloro che imparano con facilità presenta meno Creb (proteina coinvolta nella memoria e nell’apprendimento) e più subunità alfa-5 di recettori Gabaa (Gabra5, proteine che generano segnali inibitori).

I ricercatori hanno somministrato ai topi della cannella in polvere. Nell’organismo la spezia viene metabolizzata in sodio benzoato, una sostanza chimica impiegata come farmaco in caso di danni cerebrali. Una volta arrivato al cervello dei topi con difficoltà di apprendimento, il sodio benzoato ha aumentato i livelli di Creb, ridotto i Gabra5 e ha quindi stimolato la plasticità dei neuroni dell’ippocampo, con l’effetto di migliorare memoria e apprendimento.

Non è la prima volta che per il team statunitense la cannella riserva dolci sorprese. In lavori precedenti, infatti, la stessa équipe guidata dal professor Kalipada Pahan aveva osservato che la spezia può invertire le mutazioni tipiche del cervello di topi malati di Parkinson. Grazie a questi studi i neuroscienziati di Chicago sono diventati autentici intenditori di spezie: usando la spettrometria di massa hanno analizzato il destino metabolico dei due principali tipi di cannella diffusi negli Stati Uniti, ovvero la cannella cinese e quella di Ceylon, scoprendo che la cannella di Ceylon e molto più pura della cinese che contiene cumarina, una molecola epatotossica.