Pressione alta, agopuntura riduce il rischio di infarto e ictus

Pubblicato il 21 agosto 2015 14.00 | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2015 12.29

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di redazione Ladyblitz
 
Pressione alta, agopuntura riduce il rischio di infarto e ictus

B RISTOL (USA) – Una buona notizia per tutti gli ipertesi: l’agopuntura aiuta ad abbassare la pressione e a ridurre il rischio di infarto ed ictus. E’ quanto hanno scoperto i ricercatori del Susan Samueli Center for Integrative Medicine di Bristol, negli Stati Uniti. 

Nello studio si è osservato, infatti, che nei pazienti trattati con questa pratica della medicina cinese la pressione è calata, con un effetto che durato fino a un mese e mezzo.

Si tratta del primo lavoro a confermare scientificamente che l’agopuntura può avere effetti benefici sull’ipertensione, e che un suo uso regolare aiuta a controllare la pressione e abbassare il rischio di ictus e infarti.

I ricercatori hanno condotto il test su 65 pazienti ipertesi che non prendevano alcun farmaco. Divisi a caso in due gruppi, sono stati trattati con elettroagopuntura (una forma di agopuntura che impiega una stimolazione elettrica a bassa intensità) in diversi punti del corpo sensibili all’agopuntura.

Un gruppo di volontari, trattato sul lato più interni dei polsi e sotto le ginocchia, ha avuto un evidente abbassamento della pressione sanguigna nel 70% dei casi. Il miglioramento è durato per un mese e mezzo, accompagnato anche da un calo del 41% della concentrazione nel sangue della norepinefrina, un neurotrasmettitore che soffoca e comprime i vasi sanguigni, del 67% della renina, un enzima prodotto dai reni che aiuta a controllare la pressione, e dell’aldosterone (-22%), ormone che regola gli elettroliti.

Nessun cambiamento significativo nella pressione è stato riscontrato invece nei 32 volontari che avevano ricevuto l’elettroagopuntura in altri punti a caso lungo l’avambraccio e nella parte bassa della gamba.

Secondo i ricercatori americani l’agopuntura può essere utile soprattutto nei pazienti con più di 60 anni, riducendo il rischio di ictus, infarto e collasso cardiaco.