Osteoporosi e atrofia muscolare, un ormone per curarle

Pubblicato il 13 giugno 2017 10.00 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2017 15.17

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Osteoporosi e atrofia muscolare, un ormone per curarle

Un ormone in grado di riparare l’indebolimento delle ossa e dei muscoli nei casi di osteoporosi e atrofia muscolare: è la dote inaspettata dell’irisina o ormone della palestra, così noto perché viene prodotto naturalmente dall’organismo durante l’allentamento.

Secondo quanto emerso da uno studio italiano condotto da Saverio Cinti, dell’Università Politecnica delle Marche, e da Maria Grano, dell’università di Bari, l’irisina irrobustisce le ossa ed è in grado di prevenire la soteoporosi e curarla negli animali che l’hanno già.

 

Sempre nei topi è stato notato un effetto positivo sui muscoli, che vengono irrobustiti. Secondo Cinti si apre una “prospettiva molto importante alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione”. In un colpo solo, “per la prima volta un’unica molecola riesce a curare osteoporosi e atrofia muscolare, un ‘duetto’ che procede sempre di pari passo”, ha osservato Maria Grano.

Si punta quindi ai test sull’uomo, ma questi non saranno possibili prima di due o tre anni perché prima è necessario avere maggiori informazioni sulle dosi con nuovi test sugli animali. Solo dopo si potrà passare alle tre fasi della sperimentazione clinica, che richiederanno almeno cinque anni.

L’uso dell’irisina per la terapia dell’osteoporosi è stato brevettato dallo stesso gruppo di ricerca e, ha detto Grano, “ci sono già manifestazioni di interesse da parte dell’industria”.

Nel frattempo, però, poiché questo ormone viene naturalmente prodotto dall’organismo durante l’esercizio fisico, la raccomandazione dei ricercatori è di tenersi in esercizio “come se fosse una vera e propria cura”.

L’ormone potrebbe infine aiutare gli astronauti che affronteranno i lunghi viaggi verso Marte e il primo passo è il test in orbita dell’irisina su colture di cellule di topo. Gli esperimenti sono stati preparati dal gruppo dell’università di Bari in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (Esa) e al momento il volo verso la Stazione Spaziale a bordo della capsula Dragon è previsto nel febbraio 2018.