Olio di Palma, import-export: in Italia solo 11% in dolci, biscotti, merendine

Pubblicato il 24 agosto 2016 17.38 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2016 14.58

Tags:

 
Olio di palma import export – Olio di palma: chi lo produce

R OMA – Olio di Palma, import-export: in Italia solo 11% in dolci, biscotti, merendine. L’olio di palma contenuto nei dolci fa ingrassare? In molti se lo chiedono e spesso le risposte che arrivano dal web sembrerebbero convergere verso tale ipotesi. In realtà, la maggior parte dei grassi saturi che assumiamo viene da alimenti di origine animale e da altri oli vegetali usualmente consumati in quantitativi maggiori. A livello scientifico non si riscontrano problemi di salute specifici legati all’utilizzo dell’olio di palma in sé. Il rapporto tra alimentazione e salute va valutato sulla base della dieta di ogni individuo nel suo insieme e non sui singoli alimenti.

Non tutti sanno che solo una piccola parte dell’olio di palma importato in Italia è destinato al settore dolciario (poco più del 10 % del totale), perché il restante 90% viene utilizzato in altri ambiti. E se un 21% viene impiegato dall’industria alimentare, il rimanente, la parte più consistente (79%), viene usato dal settore bioenergetico, da quello zootecnico, dall’oleochimico, dal cosmetico e dal farmaceutico. In base ai dati forniti lo scorso ottobre dall’Aidepi, associazione delle Industrie della Pasta e del Dolce Italiane:

Solo l’11% dell’olio di palma che importiamo in Italia finisce in dolci, biscotti e merendine, ossia lo 0,3% della produzione mondiale di palma. E anche i grassi saturi che assumiamo attraverso i dolci sono circa 3 grammi al giorno, ossia il 10% degli effettivi consumi giornalieri”. “Vorremmo che ci fosse un approccio corretto all’olio di palma e al suo consumo, senza demonizzazioni o prese di posizione a priori”, aggiungono.

Mario Piccialuti, direttore Aidepi, specifica:

“Oggi non esistono evidenze nella letteratura scientifica che mostrino la dannosità o la pericolosità per la salute provocata dal consumo dell’olio di palma, anzi il Commissario della Dg Santè Europea, Vytenis Andriukaitis, ha affermato che l’EFSA ha fornito un recente parere scientifico sulla composizione essenziale degli alimenti per bambini in tenera età e non ha espresso preoccupazioni scientifiche in merito all’olio di palma”.

Quello di palma è l’olio vegetale più usato al mondo (35% del totale), seguono quello di soia (circa 27%), colza (circa 14%), girasole (8%) e oliva che rappresenta solo l’1% del mercato degli oli vegetali (Fonte Oil World – dicembre 2015). Malesia e Indonesia sono i più grandi produttori, rappresentando circa l’86% della produzione mondiale. I principali importatori sono India, Cina e Unione Europea. La situazione in futuro è destinata a rafforzarsi ulteriormente visto che si stima che la domanda e la produzione di olio di palma cresceranno di un +40% da qui al 2050 (Fonte: How much palm oil do we need? R.H.V. Corley, 2008). Le aziende utilizzatrici di palma che aderiscono all’Unione Italiana per l’Olio di Palma
Sostenibile adoperano solo olio di palma 100% certificato Rspo (Roundtable on Sustainable Palm Oil).

Alcune fonti utilizzate per la realizzazione del contenuto:
www.oliodipalmasostenibile.it
goodbadpalmoil.org
wwf.it