Obesità, olio di pesce può aiutare a bruciare i grassi

Pubblicato il 18 dicembre 2015 16.00 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2015 15.34

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di redazione Ladyblitz
 
Obesità, olio di pesce può aiutare a bruciare i grassi

T OKYO – Per arginare la piaga del mondo contemporaneo chiamata obesità un aiuto potrebbe arrivare dal pesce, o meglio, dall‘olio di pesce. Una équipe di ricercatori giapponesi ha infatti scoperto che l’olio di pesce è in grado di attivare i recettori del tratto digestivo attraverso il sistema nervoso simpatico spingendo le cellule di stoccaggio e metabolizzare il grasso che è stato accumulato. In altre parole, l’olio di pesce è in grado di trasformare il grasso accumulato nel corpo umano in cellule che invece bruciano i grassi.

Nel corpo umano esistono diversi tessuti grassi. Le cellule cosiddette “bianche” possono immagazzinare il grasso per mantenere l’approvvigionamento energetico, mentre le cellule “marroni” possono metabolizzare grassi per mantenere una temperatura corporea stabile. Queste ultime cellule sono abbondanti nei bambini, ma diminuiscono in numero con la maturità in età adulta. Un terzo tipo di cellule di grasso, quelle “beige”, sono state recentemente trovate negli esseri umani e hanno dimostrato di funzionare in maniera simile alle cellule brune. Le cellule beige si riducono in numero con l’avanzare dell’età e questo fa accumulare più grasso.

Gli studiosi giapponesi hanno scoperto che se il numero di queste cellule beige può essere aumentato assumendo certi tipi di alimenti. I ricercatori hanno alimentato un gruppo di topi con alimenti grassi e altri gruppi con alimenti grassi a cui era stato aggiunti additivi di olio di pesce. I topi che avevano assunto l’olio di pesce hanno guadagnato il 5-10% di peso in meno e il 15-25% di grassi in meno rispetto a quelli che non lo avevano consumato.

Come ha spiegato l’autore dello studio, Teruo Kawada,

“Sapevamo da ricerche precedenti che l’olio di pesce ha benefici per la salute enormi,anche nella prevenzione di accumulo di grasso. Abbiamo testato se l’assunzione di questo alimento può essere correlato ad un aumento di questo tipo di cellule”.