Nevi e melanoma

Pubblicato il 18 novembre 2013 13.47 | Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2013 13.47

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D i Sandro Ragazzoni

Negli ultimi vent’anni c’è stata un’incidenza del melanoma probabilmente dovuta a una maggiore sensibilità da parte dei pazienti che sempre più chiedono di eseguire visite di prevenzione dermatoncologica. Altri fattori scatenanti sono rappresentati dalle scottature solari specialmente nell’adolescenza e particolarmente nei soggetti fototipo 1-2 secondo Fitz Patrick, cioè soggetti biondi o rossi con occhi chiari. Un fattore di rischio è anche rappresentato dalla familiarità per melanoma dalla presenza di molti nevi sul pigmento e dalla presenza di nevi detti displastici. Un aiuto alla diagnosi clinica, che resta comunque fondamentale, è affidata all’occhio esperto del dermatologo e la possibilità di eseguire un esame strumentale, la cosiddetta epiluminescenza, attraverso la quale si vedono alcune caratteristiche microscopiche del nevo che permettono quindi una valutazione globale e sicuramente migliorano la percentuale di diagnosi corretta. Per completare questo discorso, ogni nevo sospetto o francamente già trasformato, deve essere asportato soltanto con chirurgia, a cui poi seguirà sempre esame istologico.

Dottor Sandro Ragazzoni responsabile dermatologia ospedale San Filippo Neri