Il cioccolato migliora l’intelligenza. Anche quello al latte

Pubblicato il 3 maggio 2016 12.28 | Ultimo aggiornamento: 3 maggio 2016 12.28

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M ELBOURNE – Il cioccolato rende più intelligenti. Ok, non è la bacchetta magica che tramuta un asino in Einstein. Ma di sicuro aiuta il cervello a funzionare meglio. Merito dei flavonoidi, sostanze antiossidanti già note per contrastare l’invecchiamento e quindi anche le malattie degenerative e dell’apparato cardiovascolare.

Adesso uno studio della University of South Australia pubblicato sulla rivista Appetite rivela che il cioccolato, e non soltanto quello fondente ma anche quello al latte, potrebbe potenziare le funzioni cognitive se mangiato regolarmente, almeno una volta a settimana.

I ricercatori guidati dal professor Georgie Crichton hanno voluto vedere se vi fossero effetti a lungo termine sulle funzioni cognitive, indotti dal consumo regolare di questo dolce alimento. Finora infatti, studi analoghi erano stati eseguiti solo sugli effetti a breve termine, ovvero sugli effetti prodotti immediatamente dopo il consumo.

I ricercatori australiani hanno considerato i consumi di cioccolata di 968 individui di 23-98 anni nell’arco di 30 anni, “somministrando” loro periodicamente dei questionari alimentari. In particolare per questa ricerca è stato chiesto al campione quanto di frequente consumassero cioccolato.

I partecipanti sono stati poi sottoposti a una serie di test cognitivi per misurarne le performance in vari ambiti (memoria visiva, di lavoro, verbale, etc). Dai risultati dei test è emerso che un consumo settimanale di cioccolato è associato a migliori funzioni cognitive in tutti i campi della cognizione.

L’effetto si vede con qualunque tipo di cioccolata, non solamente con il fondente, e potrebbe dunque essere dovuto non solo al contenuto in flavonoidi che varia molto a seconda del tipo di cioccolato ed è comunque apprezzabile soprattutto nel fondente.