Ictus, iniezioni di staminali: pazienti tornano a camminare

Pubblicato il 7 giugno 2016 09.30 | Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2016 08.33

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Ictus, iniezioni di staminali: pazienti tornano a camminare

L OS ANGELES – Ictus, curare i pazienti con disabilità motorie permanenti grazie ad una terapia a base di cellule staminali iniettate direttamente nel loro cervello: è l’ultima, innovativa terapia messa a punto per il recupero delle persone colpite da ictus. 

La procedura è stata sperimentata dai ricercatori della Stanford University in California su 18 pazienti che avevano avuto un ictus almeno un anno prima riportando disabilità motorie permanenti.

 

Le cellule utilizzate sono staminali prelevate dal midollo osseo di donatori e modificate in provetta per acquisire funzioni neurali. L‘ictus, che nella stragrande maggioranza dei casi è di tipo ischemico (ovvero è causato dall’occlusione di un vaso sanguigno del cranio), consiste in un danno in una parte del cervello con morte dei neuroni interessati e conseguente perdita di alcune funzioni; se il danno interessa la corteccia motoria come spesso avviene, il paziente riporta disabilità di tipo motorio.

Per molti pazienti vi è una parziale possibilità di recupero attraverso la riabilitazione, ma in genere il recupero delle funzioni motorie si ha entro i primi sei mesi dall‘ictus, dopodiché il danno viene considerato permanente.

Ad oggi non esistono terapie efficaci per evitare questo, e i danni di un ictus possono essere prevenuti o arginati solamente se si agisce nelle ore immediatamente successive all’evento con terapie ad hoc. La terapia cellulare sperimentata in questo lavoro si rivolge quindi a quei pazienti che hanno ormai una disabilità permanente post ictus.

I ricercatori americani hanno praticato un forellino sulla testa dei pazienti e attraverso questo hanno iniettato le staminali nei punti interessati dal danno dell’ictus. Entro un mese dall’intervento i pazienti hanno mostrato miglioramenti sensibili nelle proprie capacità di movimento.

Pazienti che non potevano muovere le dita hanno ricominciato a farlo, ha spiegato il dottor Gary Steinberg, autore dello studio, pazienti che erano sulla sedia a rotelle ora possono camminare.

La terapia cellulare non ha causato effetti avversi se non mal di testa transitorio dopo l’intervento e dovuto unicamente al fatto che i pazienti dovevano restare con la testa ferma in corso di operazione. Le staminali utilizzate, peraltro, non danno problemi di rigetto quindi sono sicure.

Resta da capire quale sia il meccanismo d’azione di questa terapia. Poiché le staminali iniettate non rimangono a lungo nelle aree neurali trattate, l’ipotesi ventilata dai ricercatori è che le staminali agiscano rilasciando dei fattori ‘trofici’ (protettivi e nutritivi) che favoriscono la riparazione spontanea del danno cerebrale. Nuovi studi sono necessari per rispondere a questi quesiti e per riprodurre risultati ottenuti su un numero maggiore di pazienti.