Glicemia, controllarla da lontano: idea di un papà per la figlia

Pubblicato il 22 gennaio 2016 11.00 | Ultimo aggiornamento: 27 gennaio 2016 16.01

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Glicemia, controllarla da remoto: idea di un papà per la figlia

G ENOVA – Glicemia, controllarla da remoto: l’idea di un papà per la figlia. A metterla a punto, ci informa Annalisa Rimassa sul Secolo XIX, il signor Fabrizio Casel, padre con il pallino per l’informatica.

Quando alla sua bimba di 17 mesi è stato diagnosticato il diabete lui ha deciso di non restare con le mani in mano, bensì di fare qualcosa per lei e per gli altri piccoli malati come lei.

Così ha creato una organizzazione non lucrativa, ha creato un sito dedicato (www.deebee.it) ma soprattutto ha messo a punto un dispositivo che permetta di controllare a distanza le condizioni della bambina affetta da diabete.

“Circa 15 mesi fa – ha raccontato Fabrizio Casel al Secolo XIX – alla mia figlia maggiore (a 17 mesi di vita) è stato purtroppo diagnosticato il diabete e io non sono riuscito a stare con le mani in mano: dopo lo shock iniziale, ho creato una Onlus, www.deebee.it, votata alla ‘tecnologia utile alla gestione del diabete’. Ciò che ho fatto è soprattutto molto pratico. L’onlus ha importato in Italia un sistema gratuito e sconosciuto (pensato da un genitore nella mia situazione) che consente di monitorare da remoto la glicemia del figlio. Noi genitori possiamo sapere esattamente i suoi valori… se è necessaria insulina o zucchero”.

In pochi mesi questo dispositivo è stato scoperto da migliaia di famiglie:

“Perché il genitore con un figlio diabetico fa fatica a lasciare il bambino – sottolinea il papà – Ad esempio se il piccolo deve frequentare il nido sapere da remoto come sta, rende tutto più semplice”.

Ma il lavoro della onlus di Casel non si ferma qui:

“Insegniamo ai genitori come poter fare per creare questo sistema in modo gratuito». Sull’onda del successo dell’onlus, Casel ha progettato con una stampante 3D «un piccolo ciondolo che portato al collo trasmette le glicemie su internet rendendo il metodo meno invasivo”.