Ferite non si rimarginano? Cosa mangiare per farle guarire

Pubblicato il 10 marzo 2016 12.55 | Ultimo aggiornamento: 10 marzo 2016 12.55

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Ferite non si rimarginano? Cosa mangiare per farle guarire

R OMA – Le ferite non si rimarginano? Ecco che cosa mangiare per aiutarle a guarire prima: kiwi, broccoli, cacao, tè, olio di oliva, curry, uova.

Per stimolare la rimarginazione servono innanzitutto proteine, ma anche vitamine, in particolare la A, fondamentale per stimolare i meccanismi di ricrescita della pelle. Anche la vitamina C è importante, perché favorisce la formazione del collagene e aiuta il corretto funzionamento del sistema immunitario, oltre ad essere anche un antiossidante dei tessuti.

Di tutto questo si è parlato il 10 marzo a Roma al congresso Corte, Conferenza italiana per lo studio e la ricerca sulle ulcere, piaghe, ferite e la riparazione tissutale, in un intervento del professor Giovanni Scapagnini del Dipartimento di Medicina e Scienza per la Salute dell’Università del Molise.

Di recente, sottolineano gli esperti, sono state anche messe a punto delle sostanze fitochimiche di origine vegetale. Per esempio la bromelina, un enzima vegetale presente nell’ananas, somministrato in persone con ferite da trauma o dopo interventi chirurgici riduce il gonfiore, il bruciore, il dolore e i tempi di guarigione.

Diversi studi hanno anche confermato l’efficacia ed il meccanismo di azione di Centella asiatica e Aloe vera, piante medicinali. Numerose altre sostanze ‘non nutrienti’, contenute in alimenti comuni o piante, sono oggetto di ricerche sperimentali e cliniche: tra quelle più interessanti vi sono le catechine del tè, i flavanoli del cacao, l’idrossitirosolo dell’olio di oliva, e soprattutto la curcumina, il pigmento giallo che dà il colore al curry.