Come fermare invecchiamento? La risposta sta in un piccolo pesce

Pubblicato il 4 dicembre 2015 09.59 | Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2015 09.59

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di Redazione Ladyblitz
 
n piccolo vertebrato, un pesciolino del Mozambico che ha gli stessi geni che portano le persone alla vecchiaia è in grado, infatti, di bloccare lo sviluppo genetico embrionale

R OMA – Scoperta una nuova via per fermare l’invecchiamento nell’uomo. Un piccolo vertebrato, un pesciolino del Mozambico che ha gli stessi geni che portano le persone alla vecchiaia è in grado, infatti, di bloccare lo sviluppo genetico embrionale, simile a quello dell’invecchiamento. Questo vertebrato, il Nothobranchius furzeri, durante la sua breve vita, hanno scoperto un team di ricercatori italiani e tedeschi, sviluppa le stesse patologie che affliggono gli anziani, come tumori, malattie cardiovascolari e neurodegenerazione. La scoperta emerge da una ricerca, svolta dalla Scuola Normale di Pisa e l’Istituto Leibniz di Jena, in Germania, e sarà pubblicata domani sulla prestigiosa rivista internazionale Cell.

“Questa ricerca può dare un contributo importante e accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci per le malattie legate all’invecchiamento e alla neurodegenerazione tra cui l’Alzheimer” afferma Antonino Cattaneo, Direttore Scientifico dell’Ebri, L’Istituto di ricerca fondato dalla Accademica dei Lincei Rita Levi Montalcini e Direttore del Laboratorio BIO della Scuola Normale Superiore. Alla ricerca, condotta in collaborazione tra la Scuola Normale di Pisa e l’Istituto Leibniz di Jena (Germania) ha partecipato per il sequenziamento dei dati il ricercatore Ivan Arisi, responsabile della facility di Bioinformatica dell’Ebri e coautore dell’articolo che appare domani sulla rivista scientifica Cell, la più prestigiosa al mondo in ambito biomedico.

Lo studio, spiega un comunicato della Scuola Normale di Pisa, ha consentito di arrivare alla mappatura del genoma del vertebrato Nothobranchius furzeri, un pesciolino del Mozambico che a tre settimane è in grado di riprodursi e in pochi mesi completa il suo ciclo vitale. I risultati finora raggiunti “gettano una nuova luce sui processi di invecchiamento” e, per la prima volta “è stato dimostrato come in un vertebrato i programmi genici attivati durante l’invecchiamento, e lo sviluppo embrionale, siano simili”.