Celiachia, possibili sintomi: afte e macchie sui denti

Pubblicato il 23 maggio 2016 07.00 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2016 15.41

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M ILANO – Celiachia, ecco alcuni sintomi che potrebbero segnalare la patologia: afte e macchie sullo smalto denti, per esempio. E questo vale soprattutto per le donne.

“La celiachia, sottolinea Jacopo Gaultieri, odontoiatra membro dell’EAO (European Association for Osseointegration), oggi è unanimemente considerata come una particolare malattia autoimmune in cui il disturbo intestinale è solo la prima di una serie di reazioni immunitarie che possono colpire anche altre sedi corporee. In questo modo si spiegano molti dei sintomi extraintestinali della malattia tra cui una serie di manifestazioni cliniche rilevabili, il più delle volte, con un semplice controllo, eseguito dal vostro odontoiatra o igienista dentale di fiducia”, ha spiegato.

I casi conclamati tra gli italiani negli ultimi anni, secondo il Ministero della Salute, hanno avuto un’impennata del 15% passando da 148.662 a 172.197.  La celiachia è una patologia “al femminile” con più del doppio dei casi di donne affette: 121.964 contro i 50.233 uomini. La sua comparsa, inoltre, non avviene più tanto durante l’età infantile (i bambini sono il 9,3%), ma si verifica sempre di più in età adulta e, “parlando di numeri, spiega Costantino De Giacomo, Direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Niguarda di Milano, data l’incidenza, i celiaci sarebbero potenzialmente circa 600.000 ma ne sono stati diagnosticati ad oggi intorno a 172.000, in quanto sono numerosi anche i casi sospetti ai quali non viene data ufficialità”.

“E’ chiaro dunque, conclude Gualtieri, che, come dimostrano numerosi studi clinici presenti in letteratura, la maggiore evidenza di correlazione con la celiachia si è registrata per le afte e le macchie dentali. Un attento esame obiettivo del cavo orale da parte dell’odontoiatra, dunque, potrebbe rilevare la presenza di lesioni dei tessuti duri e molli o altre particolari problematiche che si associano con maggior frequenza alla celiachia, far insorgere il sospetto e avviare, quindi, l’iter diagnostico”.