Cataratta e età: quando il cristallino diventa opaco

Pubblicato il 18 settembre 2012 16.47 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2012 16.47

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d i Maurizio Giusti

Il cristallino è una lente naturale dell’occhio, situato subito dietro l’iride (parte colorata dell’occhio). E’ deputata alla messa a fuoco delle immagini sulla retina (la membrana nervosa che ci fa vedere).

Simile allo zoom di una macchina fotografica, dopo i 40 anni l’elasticità della lente diminuisce ed insorge un difetto di vista che si chiama presbiopia ( deficit di messa a fuoco per vicino). Tutta la popolazione incorre in questo deficit.

La presbiopia si corregge con lenti positive. Il cristallino come dice il nome è una lente trasparentissima; l’opacità di tale lente viene denominata cataratta.

Come ben si comprende tale disturbo causa una notevole riduzione del visus (vista) ingravescente. Non esistono terapie mediche, ma solo chirurgiche.

Esistono due tipi di cataratta: congenita ed acquisita; la congenita è presente sin dalla nascita e necessita a seconda della gravità di intervento chirurgico; la cataratta acquisita è legata per la maggior parte all’età, ma esistono anche cataratte secondarie a terapie con cortisone ad esposizioni a forti fonti di calore, traumatiche, dismetaboliche, diabetiche, ecc.

L’intervento chirurgico è semplicissimo: viene effettuato con anestesia topica (con gocce) e si chiama facoemulsificazione. Dura pochi minuti, durante tale intervento viene sostituito il cristallino naturale con un’altro artificiale, il quale permette di correggere quasi sempre i difetti di vista pregressi (miopia e ipermetropia), ad esclusione dell’astigmatismo.

Il decorso post-operatorio è rapidissimo, e se non ci sono difetti retinici il recupero visivo è totale. Il paziente deve solamente instillare dei colliri per 15 giorni circa.

 

Il dottor Maurizio Giusti è specialista in clinica oculistica “clinica assunzione di Maria Santissima” a Roma