Cancro del colon-retto: si abbassa l’età delle diagnosi

Pubblicato il 2 marzo 2016 16.09 | Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2016 16.09

Tags: ,

 

R OMA – Cancro del colon retto: è il più frequente, con 52mila nuovi casi registrati solo nel 2015, colpisce sia donne sia uomini e mette a rischio soprattutto gli over 50. Ma un caso su sette riguarda persone che non hanno ancora raggiunto la mezza età.

Il dato, ci spiega Fabio Di Todaro su La Stampa,  arriva dagli Stati Uniti. Ma la tendenza si sta registrando anche in Italia.  Nel nostro Paese quanto meno gli screening (esame del sangue occulto nelle feci a cadenza biennale, in caso di positività seguito dalla rettosigmoidoscopia) sono garantiti dal Sistema Sanitario Nazionale, quanto meno nelle età a rischio. Ma quattro italiani su dieci non aderiscono.

 

Spiega Di Todaro su la Stampa:

“Analizzando il registro di 258mila diagnosi effettuate tra il 1998 e il 2011, i ricercatori dell’Università del Michigan hanno notato che quasi il 15% delle persone scopertesi affette da un tumore del colon-retto aveva meno di 50 anni e non aveva dunque intrapreso il percorso di screening per la diagnosi precoce della malattia.

«Il tumore del colon-retto è da sempre considerato una malattia degli anziani, mentre questo studio ci fa notare come in realtà le diagnosi siano in aumento anche in chi non ha ancora raggiunto cinquant’anni», afferma Samantha Hendren, docente di chirurgia all’Università del Michigan, primo autore della pubblicazione.

La ricerca ha evidenziato una maggiore aggressività della neoplasia nei più giovani, ma anche più alti tassi di sopravvivenza (21 contro 14 per cento) oltre i cinque anni dalla fine delle terapie. Un’evidenza che potrebbe essere dovuta ai trattamenti più aggressivi riservati ai pazienti in cui la malattia viene scoperta in fase già metastatica”.

Secondo i ricercatori, il rischio è che l’età si abbassi sempre di più, con casi già a vent’anni. E questo già nei prossimi anni.

“Da qui la riflessione: se lo screening per il tumore al seno in alcuni Paesi inizia già a quarant’anni, quando meno del cinque per cento delle neoplasie infiltranti si scopre prima di quell’età, perché non valutare anche in questo caso l’opportunità di anticipare l’inizio delle indagini sulla popolazione al fine di bruciare i tempi della diagnosi? Il dibattito è aperto, ma nel frattempo gli esperti suggeriscono di avere maggiore consapevolezza di quei segni che potrebbero essere la «spia» di un tumore del colon-retto. «Anemia, motilità intestinale alterata sanguinamenti». Rilevante è anche la conoscenza della storia familiare della malattia, considerata un fattore di rischio alla pari di malattie quali il morbo di Crohn, la rettocolite ulcerosa e la poliposi familiare”.