Cancro alla prostata, eiaculare spesso abbassa il rischio

Pubblicato il 7 aprile 2016 16.30 | Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2016 15.58

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B OSTON – Cancro alla prostata: eiaculare abbassa il rischio. E’ quanto sostiene uno studio della prestigiosa Università di Harvard, che parla di un rischio ridotto addirittura di un quinto per gli uomini che hanno ventuno eiaculazioni al mese. Insomma: rapporti sessuali o masturbazione, purché si diminuisca  la concentrazione di sostanze potenzialmente dannose e cancerogene presenti nel fluido prostatico, questa è la motivazione.

Il tumore alla prostata, ricorda Fabio Di Todaro su La Stampa, è la neoplasia più frequente tra gli uomini, con 35mila diagnosi nel 2015.

Ma da questo studio di Harvard emerge che la prevenzione potrebbe passare attraverso un modo semplice ed economico quale quello dell’eiaculazione.

I ricercatori hanno seguito oltre 31mila uomini con una età media di 59 anni per diciotto anni. Durante il lungo follow-up, quasi in 4mila si sono ammalati di tumore alla prostata, rivelatosi poi letale in 384 casi.

All’inizio dello studio tutti i volontari erano stati invitati a compilare un questionario in cui indicare la frequenza media mensile delle eiaculazioni registrate in tre periodi della propria vita: tra i 20 e i 29 anni, tra i 40 e i 49 anni e nei dodici mesi precedenti l’avvio della ricerca.

In base a questi dati i ricercatori hanno potuto ottenere quelle che hanno definito «le prove più forti a sostegno del ruolo preventivo che l’eiaculazione gioca nei confronti del tumore alla prostata».

Scrive Di Todaro su La Stampa:

Ma perché fare sesso con regolarità promuoverebbe la salute della ghiandola dell’apparato genitale maschile? Frequenti eiaculazioni – è l’ipotesi più accreditata all’interno della comunità scientifica – ridurrebbero la concentrazione di sostanze potenzialmente dannose e cancerogene presenti nel fluido prostatico. Al contrario, l’astinenza prolungata sarebbe responsabile del «ristagno» delle secrezioni nell’organo: da qui un rischio più alto di infezioni, considerate un terreno fertile per l’alterazione dei meccanismi di replicazione alla base della neoplasia.

In attesa che dalla comunità scientifica giungano (o meno) conferme a questi risultati, le raccomandazioni per mantenere la prostata in salute riguardano innanzitutto lo stile di vita. Senza alcol e fumo, limitando il consumo di alimenti ricchi di grassi saturi ed eccessivamente speziati, bevendo almeno due litri di acqua al giorno e ritagliandosi il tempo per l’attività fisica (almeno un paio di volte alla settimana), si può ridurre il rischio di ammalarsi. Prima si comincia a seguire questi consigli e meglio è, ma per imboccare la via della prevenzione non è mai troppo tardi.