Baci fanno vivere meglio, troppo trascurati per lavoro e web

Pubblicato il 8 luglio 2016 08.57 | Ultimo aggiornamento: 8 luglio 2016 08.57

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Baci fanno vivere meglio, troppo trascurati per lavoro e web

I baci aumenta l’affetto verso i propri cari e provocano una forte scarica ormonale nella coppia. Ma spesso le persone si dimenticano di baciare per il lavoro eccessivo o per la fissazione per i social network. E’ quanto emerge da uno studio realizzato per conto della Perugina in occasione della Giornata Mondiale del Bacio, che si è celebrata in tutto il mondo mercoledì 6 luglio (anniversario del primo bacio da Guinness, 31 ore e mezza, nel 2005 nel Regno Unito).

La ricerca è stata condotta su circa 4.000 italiani, uomini e donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni, e su un panel di 60 esperti tra psichiatri e psicologi, attraverso un monitoraggio dei principali social network, forum, blog e community. Per 7 esperti su 10 (72%), baciare aiuta a vivere meglio, perché unisce insieme tanti aspetti positivi. Per gli esperti, nel 72% dei casi ricevere un bacio aumenta l’affetto tra le persone. Oltre a questo, il contatto tra le labbra di due persone provoca un’importante scarica ormonale (65%), che permette a uomini e donne di sentirsi più accudite e sicure, sia nella coppia che nei rapporti d’amicizia (bacio sulla guancia).

Il bacio dà più sicurezza all’individuo (57%), che affronta la giornata con l’umore giusto. Ma perché gli italiani trascurano il bacio? Nella maggior parte dei casi ammettono di trovare poco tempo per baci e coccole a causa del lavoro (39%). I social network (26%) hanno fatto perdere la quotidianità ad alcuni gesti comuni come questi. Al terzo posto c’è la mancanza di tempo (20%).

Sembra che il cervello non ce la fa a ‘sopportare’ un insieme di dati visivi e sensazioni tattili, ecco perché quando svolgiamo un’azione che richiede di rispondere a entrambi questi stimoli, ad esempio quando ci baciamo, sentiamo il bisogno di chiudere gli occhi. Questa la conclusione a cui arriva uno studio della Royal Holloway University di Londra, nel Regno Unito, pubblicato sulla rivista Journal of Experimental Psychology: Human Perception and Performance.