Alzheimer terapie alternative e dieta per combatterlo

Pubblicato il 20 luglio 2016 16.00 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2016 15.18

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M ILANO – Contro il morbo di Alzheimer ecco le terapie alternative che funzionano: bambole, dieta mediterranea e “pet therapy” meccanica. Sono alcuni degli ultimi ritrovati per combattere quella che è una delle patologie più diffuse al mondo, complice anche l’invecchiamento della popolazione.

Prima di tutto è fondamentale mangiare bene, sottolinea Margherita De Bac sul Corriere della Sera. E la dieta mediterranea si conferma la migliore:

Anche quando insorgono i primi cedimenti cognitivi e si arriva alla malattia, un corretto regime alimentare può ritardare il declino. A tavola frutta, verdura, legumi, pollo, uova, pesce azzurro (sgombro, salmone, sarde, alici, aringa), limitata assunzione di carne rossa, sale, zuccheri e latticini per prevenire un ulteriore decadimento delle funzioni cerebrali.

(…) Secondo Aladar Bruno Ianes, direttore sanitario di Korian Italia, la dieta mediterranea costituisce dunque un importante fattore protettivo, meglio se associato a terapie non farmacologiche che hanno l’obiettivo di non far addormentare ricordi e comportamenti: «L’insorgenza dell’Alzheimer è più elevata nelle persone che consumano cibi ricchi di colesterolo, carne e in generale calorie in eccesso. Tutti fattori che hanno un ruolo importante nella formazione di placche di beta amiloide, da cui dipende il deterioramento cognitivo, e nel danno ai neuroni, ossia le cellule nervose».

Oltre ad una dieta sana è importante come si mangia:

Sottofondo musicale, tempi non affrettati, coinvolgimento del paziente nella preparazione dei cibi, piatti portati uno per volta.  (…) Bicchieri di plastica gialli come tovaglia e tovaglioli, i piatti invece devono essere azzurri perché aiutano a distinguere il cibo, preferibilmente a pezzettini. Meglio posate in acciaio, più sicure e robuste. Consigliato il finger food che favorisce l’autonomia.

Infine ci sono delle terapie alternative che aiutano anche chi è già colpito dalla malattia, rallentando il declino cognitivo:

Tra le più recenti innovazioni il camuffamento degli spazi abitativi e architettonici, congegnato per nascondere al malato le vie di uscita, per esempio porte che sembrano librerie. Poi c’è la “Doll terapia”: una bambola da accudire, capace di favorire l’attivazione della memoria e il recupero dell’autoconsapevolezza. Infine la “pet terapia-meccanica”, un pinguino-robot che induce sentimenti di affezione e attenzione.