Alzheimer, scoperto un legame con i microbi dell’intestino

Pubblicato il 13 settembre 2016 12.00 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2016 11.28

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Alzheimer, scoperto un legame con i microbi dell'intestino

B RESCIA – Alzheimer, scoperto un possibile legame con i microbi dell’intestino. Ad individuarlo è uno studio dell’Irccs Fatebenefratelli di Bresccia, che ha individuato un possibile legame tra l’origine del morbo e alcuni microbi nell’intestino che causerebbero alterazioni di tipo infiammatorio nell’organismo.

 

Al centro della scoperta ci sono due proteine chiamate Amiloide e Tau. Normalmente vengono prodotte dal cervello, ma quando si accumulano in eccesso portano alla degenerazione dei neuroni, che a sua volta causa la perdita di memoria e di autonomia tipica dell’Alzheimer. I ricercatori hanno scoperto che “le alterazioni infiammatorie sono invariabilmente associate con depositi di amiloide e tau, anche se non è ancora chiaro se l’infiammazione preceda o segua la malattia”.

Nel loro studio, gli scienziati si sono resi conto che “batteri intestinali con note proprietà pro-infiammatorie – spiega Frisoni – sono più abbondanti nelle feci dei malati di Alzheimer, mentre quelli con proprietà anti-infiammatorie erano più abbondanti in quelle degli altri gruppi”.

Inoltre hanno scoperto che tra pazienti e gruppo di controllo era diversa anche la concentrazione nel sangue di molecole pro-infiammatorie e anti-infiammatorie. “Il nostro studio, ha sottolineato il dottor Giovanni Frisoni, autore dello studio, non porta a dire che il morbo di Alzheimer è causato da batteri dannosi nell’intestino, ma che lo studio dell’interazione tra microbi intestinali e cervello è un percorso di ricerca che merita di essere ulteriormente esplorato”.