Squirting, eiaculazione femminile: tutti i segreti

Pubblicato il 20 ottobre 2015 17.00 | Ultimo aggiornamento: 20 ottobre 2015 12.07

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di Redazione Blitz
 

R OMA – Squirting: una parola che non tutti conoscono. Eppure altro non è che l‘eiaculazione femminile. L’orgasmo non c’entra, però: si tratta, infatti, di un tipo particolare di eiaculazione, che implica un liquido molto simile all’urina che sgorga in abbondanza da un punto del corpo femminile che si trova tra la clitoride e la vagina. 

Maria Elena Barnabi di Cosmopolitan è andata ad interpellare chi di squirtig si intende per cercare di capire come funziona questa manifestazione del piacere femminile cercatissima sul web, tra le parole più cercate su Pornhub.

Ecco allora, prima di tutto, la spiegazione medica della dottoressa Emmanuela Jannini, docente di Endocrinologia e Sessuologia Medica all’Università Tor Vergata di Roma:

“Chiariamo subito una cosa fondamentale: lo squirting non è urina. Questo eiaculato non contiene le sostanze tipiche dell’urina. Viene prodotto dal rene, stoccato nella vescica e viene espulso attraverso l’uretra. Quindi teoricamente è urina. Ma è così diluito da essere più simile all’acqua che all’urina”.

C’è poi la testimonianza di una “squirtatrice”, Claudia, grafica di 40 anni, che a Maria Elena Barnabi ha raccontato:

“Il mio ragazzo mi dice sempre che profuma. Il problema però è che a volte è tantissimo. Pensa che una volta ho dovuto usare il mocio per raccoglierlo da terra. Certo, non è che lo faccio ogni volta che raggiungo l’orgasmo, riesco a controllarlo. Ma quando mi lascio andare del tutto, è molto bello”.

Resta da capire perché si verifica in alcune donne e in altre no:

“Nelle pazienti che squirtano, abbiamo evidenziato una capacità velocissima da parte della vescica di riempirsi di liquido e di emetterlo al momento dell’orgasmo, prima che questo fluido venga concentrato e trasformato in urina dal rene. È una specie di riflesso incondizionato, che viene innescato stimolando solo il clitoride, oppure, molto più frequentemente, la parte iniziale della vagina, nella parete anteriore, su cui è appoggiata la vescica. Una zona che una volta veniva chiamata punto G, e che ora viene denominata complesso clitoro-uretro-vaginale. Questa stimolazione sollecita direttamente la vescica, e sembra favorire tutto il processo. Oltre allo squirting, abbiamo anche evidenziato la presenza di un altro eiaculato, più denso e meno copioso, che viene espulso sempre dall’uretra. Analizzandolo in laboratorio abbiamo scoperto che è molto simile allo sperma, tant’è vero che contiene un’altissima quantità di psa, un enzima che negli uomini viene secreto dalla prostata . Questo fluido viene prodotto da residui di ghiandola prostatica presenti e attivi solo in alcune donne”.

Ma la capacità di squirtare è una che si può raggiungere? Ecco il racconto di Stefania, commessa di 38 anni:

“Io lo sono diventata. Ho fatto sesso per anni senza che succedesse. Poi un giorno ho conosciuto un uomo più grande di me. È stato lui il primo a dirmi: guarda che tu sei vuoi puoi squirtare. Ha cominciato a toccarmi dentro in modo particolare, non si fermava mai. Ma anziché raggiungere l’orgasmo mi scappava la pipì. Mi sono precipitata sul water, ma il liquido che è uscito non era urina. Era più chiaro, e usciva tipo rubinetto: non si fermava. Da quella volta mi succede quasi ogni volta che raggiungo l’orgasmo”.

Una sensazione normale, assicura Valeria Visconti, la squirter girl italiana più famosa:

“Se ti stai toccando e arrivi a un punto in cui senti bruciare e hai una gran voglia di andare in bagno, devi continuare e lasciarti andare, senza paura. Quello che esce non è pipì! Io lo dico sempre a tutte le mia amiche che me lo chiedono: se vuoi imparare, devi farlo da sola, devi conoscere il tuo corpo. Ti metti lì, sul letto e cominci con il dito a esplorare la parte interna della vagina, molto vicina all’ingresso. Bisogna sfregare a lungo. A me viene meglio se sono supina. Bisogna fare esercizio, provarci e riprovarci. E non fermarsi quando si sente la voglia di fare la pipì”.

Il trucco per ottenere lo squirting lo spiega un altro esperto del settore, anche se non in prima persona: il pornostar Rocco Siffredi. 

“Le attrici arrivano con una scorta di bottiglie di Smart Water, dicono che le aiuta. E funziona, perché alcune sono in grado di andare avanti a eiaculare per un sacco di tempo. Fino a cinque anni fa, lo facevano in poche. Oggi invece in quell’atto teatrale che è il porno, lo squirt è diventato la rappresentazione dell’orgasmo femminile. È la liberalizzazione del piacere della donna. Che non vuole più essere un oggetto sessuale ma che ha deciso di prendersi il suo orgasmo, lasciandosi andare completamente”.