Pupo si confessa: “Trans, vizio del gioco, debiti…”

Pubblicato il 12 agosto 2015 13.45 | Ultimo aggiornamento: 12 agosto 2015 14.12

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di Redazione Ladyblitz
 

R OMA – Pupo si confessa: “Trans, vizio del gioco, debiti…”. L’11 settembre prossimo Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, compirà 60 anni: una vita vissuta al limite fatta di eccessi e vizi, senza mai un freno. In una intervista al settimanale “Diva e Donna” Pupo si confessa e svela segreti e perversioni: “Celebro a breve i 60 anni e 40 di carriera ma vado ancora a razzo, sono un tumulto di idee” racconta il cantante.

Un metro e sessantacinque per 60 chili: sono queste le misure di Pupo che dell’altezza non ha fatto mai un cruccio: “Un centimetro in meno di Chiambretti, porto le Hogan perché mi regalano 3 centimetri”. Una vita, quella di Pupo, fatta di eccessi e gioco di azzardo di cui è un vero cultore. In passato ha avuto anche un albergo:

Una roba di lusso, all’inizio del 2000 se l’era preso la banca: avevo 3 milioni e 200 mila euro di debito, tra gioco e investimento sbagliato. Poi, l’ho ricomprato per ripicca: 400 mila euro cash, anche se non so che farmene”

Dopotutto, Pupo è una celebrità. In passato ha avuto problemi di debiti ma si è sempre saputo riprendere:

La povertà non so nemmeno cosa sia. Ero pieno di debiti ma senza mai abbassare il tenore di vita. Mi bastava prendere la chitarra e andare in 3 quarti di mondo. Ci mettevo niente ad alzare 10mila euro

Pupo racconta anche delle sue 2 donne di casa, la moglie e l’amante, Anna e Patricia, che convivono serenamente:

“Io non sono bigamo, la bigamia è illegale in Italia. Io sono circondato da una moglie, una compagna, una madre, tre figlie, c’è pure Valentina, e Viola, la nostra favorita, la nipotina di 5 anni. Anna è una donna semplice, Patricia di classe. Diverse ma simili nella grande intelligenza. Non accetterei mai che una di loro mi tradisse. Patricia è possessiva, la chiamano “il Rottweiler”. Anche Anna è gelosa ma è più brava a nasconderlo”

Poi, il suo vizio per il gioco:

“Sono un pokerista insuperabile, lo ho massacrati tutti, inclusi gli amici della Nazionale cantanti che si ostinavano a giocare con me. L’unico che mi poteva battere era Celentano, pazzo al tavolo come nella vita. Una mano memorabile di poker? Celentano che rilancia un miliardo di lire con Morandi. Gianni è uno che ti porta all’esasperazione quando giochi, ti stuzzica, ti provoca. All’epoca mi sono rovinato con lo Chemin de fer. Lì mi sfidavo con Dio. E perdevo. la mia fede è il gioco, il poker andrebbe insegnato nelle scuole al posto della religione. Tuttavia, vorrei salvare il giocatori compulsivi dal vizio. Quelli che si rovinano con le slot machine. Le odio, Io sono stato l’ultimo romantico dei giocatori: lo smoking impeccabile, la mia Jaguar e la gnocca che ti arriva da Cleveland. Quattro giorni al Cipriani a Venezia e vai, a tutta randa. Vuoi mettere la tristezza assoluta di quelli sudati e puzzolenti che entrano in una sala bingo?”

Pupo racconta anche la sua “malattia” del sesso:

“Da quando sto con Patricia l’aspetto sessuale va meglio, prima era una malattia. Negli anni ’80 della megalomania pura, quando prendevo il Concorde da Parigi per vedere una donna a New York, avevo raptus continui. Le prendevo nei camerini e nelle camere d’albergo. Essere piccoli non aiuta, più raccolto sei, più sei soggetto a tempeste ormonali. Me l’ha confermato l’andrologo, ho il testosterone a mille. Ora sono più sereno, meno frequenza ma qualità alta”.

Pupo parla anche di quella volta che è stato con un trans:

“Io con le mie 2 donne non ho mai fatto sesso insieme. Sono all’antica come padre ma, per il resto, molto aperto. Ho avuto anche tentazioni omosessuali, praticate una volta per errore. Con un travestito all’Hotel Windsor di Milano, ma pensavo fosse una donna. Dopo che ho scoperto che era un uomo ero troppo eccitato, non ce l’ho fatta a tornare indietro”.

Infine, parla della sua donna ideale:

“Mediterranea, anche alta, androgina. Poche tette, e pelosa. Non mi piacciono le donne depilate, nemmeno sotto le ascelle. Il sesso da sudati è la cosa più bella, l’odore prima che arrivi all’afrore”.