Gianni Morandi in Bocconi per raccontare il successo social

Pubblicato il 11 maggio 2016 08.28 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2016 08.28

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Morandi in Bocconi per raccontare il successo social

“Un capitano coraggioso che ha imparato a interagire con i social network”: introdotto così dal direttore della Scuola Superiore Universitaria della Bocconi Antonella Carrù, Gianni Morandi è salito in cattedra nell’aula magna dell’ateneo milanese per raccontare il successo ormai consolidato della sua attività social su Facebook, un trionfo da 2 milioni e 300mila seguaci che lo stupisce ancora. “E’ incredibile che abbia anche più fan di Fedez” dice il cantante.

Dalla genesi quasi casuale del profilo creato da una fan barese alla sua abitudine a rispondere di persona ai commenti, Morandi ha raccontato alcuni aspetti di questa attività descritta come spontanea e genuina: “Ci tengo a chiarire che faccio tutto da solo, le foto sono mie o di mia moglie, le risposte sono mie – racconta a margine – C’è stata una polemica sulla presenza di un social manager, ma il manager non lo voglio nemmeno come cantante, figuriamoci su Facebook!”.

Nel corso dell’incontro Morandi ha anche ripercorso momenti topici ed esposto i suoi segreti: “Scrivere di cose semplici in cui tutti si identificano: quando parlo dei miei concerti arrivano pochi like, ma se sbuccio le patate…”. Rispondendo alle domande degli studenti Gianni Morandi ha anche esortato i ragazzi: “Noi avevamo il sogno di ricostruire il Paese, anche voi dovete credere in qualcosa per realizzarvi. Se penso alla musica, ai miei tempi avevamo la possibilità di sbagliare e riprovare, oggi è difficilissimo entrare nell’industria: dei tanti giovani nei miei due Festival di Sanremo è rimasto solo Gualazzi, e nei talent è ancora più difficile”. E proprio la sua popolarità digitale lo fa riflettere sul cambiamento culturale nella musica:

“Prima venivano gli stranieri a cantare in italiano, ora che siamo sulla platea social la concorrenza è con il mondo”. Ma è anche il giornalismo a mutare: “Quando ho visto che la stampa riprendeva le cose che scrivevo sul profilo, mi sono chiesto se avesse ancora senso rilasciare interviste”. In chiusura, prima di concedersi per decine di foto e selfie, Morandi ha imbracciato la chitarra per eseguire alcune hit, da ‘C’era un ragazzo…’ a ‘Un mondo d’amore’ (“Il suo messaggio di speranza per i giovani si potrebbe ancora rivolgere alla classe dirigente”). E l’aula magna è andata in visibilio per un duetto improvvisato con uno studente di nome Valentino, salito sul palco con un ukulele per cantare con Morandi ‘Andavo a cento all’ora’ e ‘Let’s Twist Again’.