Elio e Storie Tese per E-R Festival, 41 spettacoli

Pubblicato il 15 giugno 2016 08.39 | Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2016 08.39

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Elio e Storie Tese per E-R Festival, 41 spettacoli

E lio e le Storie Tese saranno in concerto il 29 giugno a Faenza per l’anteprima della sedicesima edizione dell’Emilia Romagna Festival, in programma dal 16 luglio al 10 settembre in venti comuni di quattro province (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena), con 41 appuntamenti. “Building bridges” è il fil rouge di questa edizione, che ha la rinnovata direzione artistica di Massimo Mercelli. Il cartellone spazia dai classici ai contemporanei, dalla sinfonica alla cameristica, dal jazz al flamenco con incursioni nella danza, prosa e teatro.

Tra le vocazioni principali, le grandi culture del mondo, in particolare l’Oriente, e una delle figure indiscusse della musica colta occidentale, Johann Sebastian Bach. Significativa sarà l’attenzione alla contemporaneità. L’apertura è sabato 16 luglio al Teatro Diego Fabbri di Forlì, con la prima italiana di ‘Confucius’, balletto prodotto dalla China National Opera and Dance Drama Theater, in collaborazione con Festival Ljubljana e Mittelfest 2016. Anche il concerto di chiusura guarderà a Oriente, con una delle migliori orchestre professionali della Cina: il 10 settembre (ore 21), alla Rocca Sforzesca di Imola, la Shenzhen Symphony Orchestra, accompagnata da due giovani e affermati solisti, Yong Ma al flauto e Xi Chen al violino, sarà diretta da Daye Lin, vincitore del 6° Concorso internazionale per direttori d’orchestra Sir Georg Solti di Francoforte; il repertorio è di musiche occidentali, con una prima italiana del compositore cinese Zhenmin Xu.

Anche questo concerto è in collaborazione con Festival Ljubljana, insieme però a Settimane Musicali Meranesi, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Cinese. Nel vasto programma, arriva per la prima volta in Italia l’1 agosto la Türksoy International Youth Chamber Orchestra diretta dal maestro kazako Anvar Akbarov (ore 21, Forlì, Chiostro dei Musei di San Domenico). L’orchestra raccoglie i migliori giovani talenti delle nazioni di lingua turca e presenta un programma che mescola la tradizione dei compositori occidentali con opere meno note provenienti dagli Stati membri del Türksoy.