Daniela Dessì è morta, lirica in lutto per la “Tosca” d’Italia

Pubblicato il 22 agosto 2016 09.26 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2016 09.52

Tags:

 

R OMA – Nei teatri del mondo la chiamavano “Tosca”, tanto era amata la sua interpretazione del celeberrimo personaggio di Puccini. Ma Daniela Dessì, “Tosca d’Italia e del mondo”, grande soprano portata via la notte scorsa a soli 59 anni da una malattia fulminante, non era solo una voce pucciniana. Diretta dai più grandi, da Riccardo Muti a Claudio Abbado, da Lorin Maazel a Zubin Metha, Georges Pretre, James Levine, Giuseppe Sinopoli, Daniele Gatti, ha interpretato nella sua ricca carriera un repertorio vastissimo di personaggi, dalla Norma di Bellini all’Aida di Verdi, Desdemona nell’Otello, Violetta nella Traviata, a pieno titolo interprete di riferimento per il repertorio pucciniano, ma anche per quello verdiano, che adorava, e verista.

Tante e prestigiose le collaborazioni internazionali dell’artista, nata a Genova ma da tempo residente sul lago di Garda. Innumerevoli le interpretazioni, tra cui quelle delle eroine verdiane e pucciniane, e le collaborazioni con i più grandi teatri, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York, alla Deutsche Oper di Berlino. La soprano era andata anche al Festival di Sanremo, edizione numero 59 con il cantante Francesco Renga, in gara nella categoria Artisti con il brano ”Uomo senza età”.

In estate, proprio per curarsi dal male insorto violento in primavera, aveva coraggiosamente annullato i suoi impegni, comunque convinta, battagliera come sempre, di poter riprendere in autunno. Purtroppo non è stato così. “Abbiamo perso un’artista sublime, una mamma premurosa, una donna magnifica, una stella fulgida che con il suo canto luminoso e la sua arte eccelsa continuerà sempre a brillare come esempio immortale per tutti”, confida distrutto il suo compagno, il tenore Fabio Armilato, che insieme al figlio Jacopo l’ha assistita fino all’ultimo nella clinica Poliambulanza di Brescia, dove si è spenta.

Il mondo della lirica la piange commosso, così come il ministro della cultura Franceschini, che ricorda come la soprano, con “le sue tante interpretazioni ed il suo vasto repertorio ha dato lustro e prestigio alla tradizione dell’opera italiana nel mondo”. Da lei “interpretazioni indimenticabili”, scrive La Scala di Milano, dove si è esibita per quasi trent’anni. “La sua Fiordiligi in Così fan tutte e i suoi ruoli verdiani con Riccardo Muti (Alice Ford, Elisabetta di Valois, Messa da Requiem) e le sue interpretazioni di Puccini e Cilea restano tra le pagine indimenticabili della storia scaligera degli ultimi decenni”. Un cordoglio affettuoso a cui si uniscono via via attoniti la Fondazione Pergolesi (“artista immensa”) l’Opera di Macerata (“grande voce”) il Teatro Carlo Felice di Genova (“straordinaria interprete”) con tutta la regione, di cui la cantante, nata a Genova il 14 maggio 1957, era originaria.

A Palermo il Massimo le dedicherà la prima della Butterfly che andrà in scena il 16 settembre: “E’ l’ultima opera che ha cantato nel nostro teatro”, ricorda commosso il sovrintendente Francesco Giambrone. Diplomata in canto e pianoforte al Conservatorio di Parma, specializzata a Siena, Daniela Dessi’ raccontava di aver scoperto bambina, a 11 anni di avere “una voce importante”, anche se allora alla lirica – cui l’aveva introdotta una zia – preferiva la musica sinfonica. Il debutto a 18 anni e poi per lei si sono aperte dei teatri più importanti dalla Scala di Milano allo Staatsoper di Vienna, dall’Opera di Roma al Metropolitan di New York, sempre applaudita, con un repertorio che via via si è arricchito allargandosi fino a comprendere un arco di tempo che dal Barocco e dal Settecento Musicale con le grandi interpretazioni mozartiane, arriva, attraverso le opere ottocentesche da Rossini a Verdi, fino al primo Novecento. Senza temere qualche contaminazione con la musica pop, come quella volta – era il 2009 – che salì ospite di Francesco Renga sul palco sanremese dell’Ariston. I funerali il 23 agosto nel Duomo di Brescia.