Coez al concerto del 1° maggio: “Da ragazzo montavo palco”

Pubblicato il 2 maggio 2016 08.57 | Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2016 08.57

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Coez al concerto del 1° maggio: "Da ragazzo montavo palco"

Coez al concerto del 1° maggio: “Da ragazzo montavo palco”. “Per almeno 4 anni di fila ho lavorato qui: facevo il facchino, montavo il palco, scaricavo gli strumenti, ero nella backline. Ho imparato ad avere rispetto per tutte le figure che lavorano, perché il live è un mestiere solo. E ora invece invece di star dietro, sono davanti. E’ una bella soddisfazione e un’emozione forte”.

Coez, all’anagrafe Silvano Albanese, giovane rapper che ha scalato le classifiche arrivando dal web, poco prima di esibirsi al Concertone del Primo Maggio a Roma.

“Penso che questa sia una festa e come tale vada vista, senza rivestirla di valori più grandi di quelli che ha – ha aggiunto Coez, atteso da una lunga estate di live prima di concentrarsi su un nuovo disco -, anche se poi ho deciso di portare i miei pezzi più sociali. Non credo che questo sia un posto dal quale si possano cambiare le cose. E’ vero che noi artisti abbiamo un’esposizione maggiore di altri, ma non siamo noi i politici”. “Il mio mestiere è comunicare attraverso i miei brani”.

Una maratona lunga otto ore quella dell’ultimo concerto del primo maggio, alla quale hanno assistito, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, 800 mila persone. Protagonista la musica, senza però dimenticare l’attualità, il dramma del lavoro che per tanti giovani non c’è e Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto al quale è stata dedicata l’apertura. Padrone di casa è stato per la prima volta Luca Barbarossa affiancato da Mariolina Simone.

“Sono particolarmente emozionato nel tornare sul palco del Primo Maggio di Roma come conduttore – ha dichiarato Luca Barbarossa – Da cantante so bene che scarica di adrenalina si riceve da quella piazza. È un’onda positiva in cui si fondono musica e contenuti importanti che riguardano tutti noi. Ringrazio gli organizzatori per la fiducia che mi hanno accordato”. (Ansa).